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la scoperta

L’alga «aliena» nei nostri mari
utile per combattere il cancro

alga marina

La Caulerpa cylindracea

di FLAVIA SERRAVEZZA

LECCE - Un team di ricercatori dell’Università del Salento scopre nei fondali del Mar Mediterraneo un nuovo potenziale alleato nella lotta contro il cancro. Si tratta dell’alga «aliena» Caulerpa cylindracea, una specie altamente invasiva originaria dei mari australiani e probabilmente arrivata in Italia trasportata dalle acque di zavorra delle navi. La sua presenza sta modificando da tempo le abitudini alimentari di specie ittiche di pregio come i saraghi, compromettendo la qualità della loro carne. Ma è proprio studiando l’evoluzione di questo fenomeno che gli scienziati salentini sono arrivati alla conclusione che un metabolita dell’alga, la caulerpina, potrebbe rivelarsi un ottimo coadiuvante nelle terapie chemioterapiche.
La scoperta si deve in particolare ai ricercatori dei laboratori di Biochimica e di Zoologia e Biologia Marina dell’Ateneo salentino, che stanno portando avanti uno studio in collaborazione con l’Università Federico II, il Cnr di Pozzuoli e la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.

“Uno dei grandi problemi che sta minacciando il Mar Mediterraneo - spiega Alessandra Ferramosca, professoressa aggregata di Biochimica Applicata e Diagnostica - è l’introduzione di nuove specie provenienti da posti molto lontani e con caratteristiche differenti da quelle dei nostri mari. Caulerpa cylindracea, un’alga aliena proveniente dalle coste sudoccidentali australiane, è una di queste specie e sembra aver trovato nel Mar Mediterraneo condizioni particolarmente adatte al proprio sviluppo. Oltre a modificare la struttura degli habitat e la composizione biologica degli ambienti che invade, recenti studi coordinati dal professor Antonio Terlizzi (associato di Zoologia, Università del Salento, ndr) hanno evidenziato che l’alga ha un potente effetto sulle abitudini alimentari di alcune importanti specie ittiche di pregio. Il sarago maggiore, in particolare, sembra esserne diventato particolarmente ghiotto, e il passaggio da una dieta composta da animali e piante a una dieta basata principalmente sull’alga invasiva potrebbe essere la causa del cambiamento delle proprietà organolettiche e della qualità nutrizionale delle carni che stanno minacciando l’economia legata a questa importante risorsa ittica”.

In altre parole, più i saraghi si nutrono di quest’alga e più la loro carne diventa stopposa e quasi immangiabile. Tuttavia, proprio l’identificazione del meccanismo molecolare mediante il quale i metaboliti dell’alga compromettono la funzionalità cellulare di questi pesci ha portato i ricercatori a proporre un utilizzo di molecole estratte da Caulerpa in campo farmacologico, come coadiuvanti nelle terapie chemioterapiche. “I risultati ottenuti, sebbene preliminari – sottolinea la professoressa Ferramosca - suggeriscono che un metabolita dell’alga, la caulerpina, potrebbe rivelarsi di particolare interesse nella cura del carcinoma ovarico. Ripulire il mare dall’alga “aliena” potrebbe, quindi, non solo migliorare lo stato di salute degli ecosistemi marini – conclude - ma anche contribuire alla cura di alcune patologie tumorali”.

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