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Finanziamenti all'Ilva
Commissione Ue decide
inchiesta approfondita

Ilva

L'Ilva

BRUXELLES - La Commissione europea ha deciso di estendere al finanziamento di 300 milioni di euro accordato dallo Stato all’Ilva lo scorso dicembre l’indagine già aperta per aiuti di Stato nei confronti delle operazioni che riguardano l'acciaieria di Taranto. Lo ha reso noto lo stesso esecutivo europeo precisando che l’avvio dell’inchiesta «approfondita» non comporta il blocco degli interventi destinati a combattere l'inquinamento.

«La Commissione europea - si legge in una nota - ha avviato un’indagine approfondita per stabilire se il sostegno dato dallo Stato italiano alle acciaierie Ilva rispetti la normativa UE sugli aiuti di Stato. Nell’indagine la Commissione vaglierà in particolare se l'accesso agevolato al finanziamento accordato all’Ilva per ammodernare lo stabilimento di Taranto conferisca all’azienda un vantaggio indebito precluso ai concorrenti».
«Data l’urgenza di decontaminare il sito ILVA di Taranto - si legge ancora nella nota - la decisione della Commissione prevede inoltre garanzie che consentono all’Italia di attuare immediatamente il risanamento ambientale. L’avvio di un’indagine approfondita offre ai terzi interessati la possibilità di presentare osservazioni sulle misure sottoposte a valutazione, senza pregiudicare l’esito dell’indagine stessa».

Alla luce dei problemi di sovraccapacità presenti nell’industria siderurgica dell’Ue, le norme Ue sugli aiuti di Stato, precisa Bruxelles, consentono solo di promuovere la competitività a lungo termine e l’efficienza delle acciaierie, ma non di sostenere i produttori che versano in difficoltà finanziarie. Tali norme sono state applicate sistematicamente in vari Stati membri.
Margrethe Vestager, Commissaria responsabile della politica della concorrenza, ha osservato che «in tutta l’UE l’industria siderurgica deve fare i conti con la sovraccapacità a livello mondiale e con la forza delle importazioni, sfide alle quali occorre rispondere migliorando la competitività mondiale del settore nel lungo periodo. In quest’ottica, le norme UE sugli aiuti di Stato consentono agli Stati membri, per esempio, di sostenere le attività di ricerca o di alleviare i costi energetici delle imprese siderurgiche, mentre la Commissione si occupa di evitare distorsioni nel commercio internazionale applicando provvedimenti antidumping o antisovvenzioni. Per lo stesso motivo - ha detto ancora Vestager - gli Stati membri dell’UE e la Commissione hanno instaurato garanzie rigorose che impediscono di erogare aiuti di Stato per soccorrere e ristrutturare le imprese siderurgiche in difficoltà. Si evitano così i danni di una corsa alle sovvenzioni fra gli Stati membri e si scongiura il rischio che l’erogazione incontrollata di aiuti di Stato in un paese metta ingiustamente a repentaglio migliaia di posti di lavoro in tutta l’Ue».

«Nel caso specifico dell’Ilva - ha rilevato la commissaria alla concorrenza - la Commissione valuterà ora se le misure italiane di sostegno rispettino le norme UE sugli aiuti di Stato. Collaboreremo con l’Italia per superare le nostre attuali preoccupazioni. La migliore garanzia di un futuro sostenibile per la produzione siderurgica nel Tarantino è la cessione delle attività dell’Ilva a un acquirente che le metta in conformità con le norme ambientali e le sfrutti a scopi produttivi. La decisione odierna chiarisce inoltre all’Italia che può sostenere il risanamento della grave situazione ambientale nel sito di Taranto, purché la spesa sostenuta sia poi rimborsata dall’inquinatore».

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