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Da Roma primo volo del Boeing 787 il polo aeronautico

È l'aereo in parte costruito a Grottaglie. E nello stabilimento ora c'è il nodo interinali ieri a fiumicino il decollo

Da Roma primo volo del Boeing 787 il polo aeronautico

Lo si era visto, anni fa, solo sulla pista di Grottaglie nell’ambito del tour internazionale che Boeing aveva voluto riservare al suo gioiello: il 787 Dreamliner, di cui parte della fusoliera e lo stabilizzatore di coda sono costruiti in Puglia. A Grottaglie, in particolare, due sezioni di fusoliera e a Foggia lo stabilizzatore. Ieri, invece, dall’aeroporto di Fiumicino si è alzato per la prima volta in volo dall’Italia, per un collegamento internazionale, lo stesso 787. la compagnia Air Canada, infatti, ha portato in Italia appunto il Boeing 787 Dreamliner 900. Alla presenza dell'ambasciatore canadese in Italia, Peter McGovern, ieri è partito per la prima volta in assoluto dall'aeroporto di Fiumicino il primo volo dall'Italia verso il Canada, destinazione Toronto, del nuovo gioiello tecnologico della Boeing, alla cui realizzazione partecipa anche il sito produttivo di Leonardo-Finmeccanica di Monteiasi-Grottaglie, l’ex Alenia.

L'impianto tarantino è infatti interamente dedicato al programma Boeing B787 Dreamliner e occupa circa 1.000 addetti. Il processo produttivo innovativo - in gran parte automatizzato - sfrutta brevetti esclusivi ed equipaggiamenti unici al mondo e, per la prima volta la struttura di fusoliera di un aereo commerciale, è prodotta in fibra di carbonio impiegando la tecnologia «one piece barrel». In particolare nello stabilimento vengono realizzate la sezione centro posteriore n. 46 (nelle due versioni per il 787-8 e il 787-9 da 10 a oltre 13 metri di lunghezza) e la sezione centrale n. 44 (nelle due configurazioni per 787-8 e 787-9 da 8,5 metri). Essendo lo stabilimento Finmeccanica e l’aeroporto di Grottaglie praticamente attigui, le fusoliere costruite nel sito industriale vengono poi imbarcate sul Dreamlifter, la versione cargo del Boeing B747 appositamente sviluppata per il trasporto dei componenti del 787 Dreamliner sino a Charleston, negli Stati Uniti, dove avviene l’allestimento finale del velivolo.

Intanto, i sindacati si preparano all’ulteriore confronto con Finmeccanica divisione aerostrutture per parlare del futuro del sito tarantino. I sindacati affermano che su 200 lavoratori interinali che sono nello stabilimento, è pressochè certo che l’azienda avvierà adesso un piano di stabilizzazioni finalizzato a portare all’interno gli interinali, che così diverranno dipendenti Finmeccanica a tutti gli effetti. «Resta da capire quanti dei 200 Finmeccanica assorbirà e stabilizzerà - dice Valerio D’Alò, segretario Fim Cisl Taranto - ma la strada è questa. Ovviamente il nostro impegno è fare in modo che il numero degli stabilizzati sia il più alto possibile. Diverso è invece il discorso dell’indotto. Qui ci sono 300 lavoratori circa, casi di difficoltà come la Tecnomessapia, e soprattutto l’orientamento di Finmeccanica di portare al proprio interno le attività che oggi effettua l’indotto. L’azienda ritiene di essere nelle condizioni di farlo nel momento in cui ai mille occupati che ha già, si uniranno anche i lavoratori interinali».

E sul tema D’Alò era già intervenuto qualche giorno fa dichiarando che «per alcuni sindacati ci sono interinali di “serie A” e interinali di “serie B”. Grande interesse per i 250 di Leonardo (Finmeccanica), grande silenzio, per anni, per i più di 300 di Vestas. Per noi - ha aggiunti - non c’è nessuna differenza: la stabilità del lavoro e dei lavoratori è un valore dovunque». Quindi, ha proseguito, «bene hanno fatto le rsu di Leonardo, nei giorni scorsi, ad interviene sulla situazione dei lavoratori somministrati dello stabilimento ex Alenia, oggi Leonardo. Azione puntuale che, però, se non supportata da atti consequenziali, rischia di lasciare in sospeso l’importante questione, da tempo, al centro del dibattito in diverse aziende del nostro territorio. Da diversi mesi - ha rilevato D’Alò - la Fim-Cisl continua a proporre, anche alle altre organizzazioni sindacali, un “Tavolo” per il monitoraggio dei vari contratti atipici presenti nelle aziende del territorio come Vestas ed altre. Appello sin qui rimasto inascoltato - ha concluso D’Alò - e che, come da nostro auspicio e attesa di tutti i lavoratori interessati, possa essere preso seriamente in considerazione da tutti».

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