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commissione tributaria a potenza

Timbrava il cartellino di altri
sospeso dirigente, 3 indagati

Stessa misura anche nei confronti di un altro dipendente della Commissione. Avviso di conclusione per altri due impiegati dello stesso ufficio

Timbrava il cartellino di altrisospeso dirigente, 3 indagati

POTENZA - In alcuni casi ha timbrato il cartellino in uscita al posto dei colleghi che avevano già lasciato l’ufficio: il Direttore della Commissione tributaria provinciale di Potenza, Fabio Masi, di 44 anni, è stato sospeso dall’esercizio di pubblico ufficio. Al termine delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo lucano e condotte dalla Squadra mobile della Questura potentina, la stessa misura è stata applicata anche nei confronti di un altro dipendente della stessa Commissione, Leonardo Caruso, di 52 anni, che, nonostante risultasse presente in ufficio, si allontanava per sbrigare faccende personali.
Inoltre la Polizia ha notificato l’avviso delle conclusioni delle indagini preliminari ad altre due dipendenti della Commissione, Annalisa De Bonis e Filomena Fabrizio. Le accuse sono, in concorso, di truffa ai danni dello Stato continuata e falso. Le indagini della Squadra mobile sono cominciate nell’agosto del 2015 dopo la denuncia presentata da un funzionario della Commissione.

Tra alcuni dipendenti della Commissione tributaria provinciale di Potenza, «esisteva un diffuso fenomeno di assenteismo». E’ la conclusione a cui sono giunti gli investigatori della Squadra mobile che hanno scoperto che Caruso, quando lasciava l’ufficio, spesso utilizzando un’uscita di emergenza, esercitava una «seconda attività remunerativa». In particolare, nei periodi di assenza, Caruso «valorizzando il suo precedente impiego al Catasto, curava pratiche catastali per terzi, recandosi di persona ad effettuare le visure». Sono stati infatti «numerosissimi» i periodi di assenza ingiustificata rilevati dalla Polizia, «anche per periodi superiori all’ora», con un danno «pari a svariate centinaia di euro» e con la «fruizione illegittima dei buoni pasto». 

Invece, le assenze delle altre due dipendenti indagate, Annalisa De Bonis e Filomena Fabrizio, «si sono consumate in periodi brevissimi» e quindi, secondo il gip di Potenza, «non sussisteva il pericolo di reiterazione e quindi l’esigenza cautelare, ciò anche in relazione al minor danno economico arrecato alla pubblica amministrazione».

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