Cerca

rapporto save the children

Scuola in Basilicata: prima
per l'offerta, scarsi i servizi

La regione prima in Italia per scuole che offrono il tempo pieno (non presente in Basilicata nel 49% delle primarie e nel 41% delle secondarie di primo grado,)

Scuola: docente candidata«Nobel», insegno giocando

La Basilicata è l’unica regione del Sud a figurare tra le «virtuose», al sesto posto della classifica (su otto fasce che raggruppano le regioni italiane) di Save the Children sulla povertà educativa. E’ quanto emerge dal rapporto inedito «Liberare i bambini dalla povertà educativa: a che punto siamo?», e il relativo indice di povertà educativa (Ipe) regionale, presentato oggi a Roma in occasione della Conferenza di rilancio della Campagna «Illuminiamo il Futuro».
In un comunicato è specificato che «nonostante la sua posizione in classifica che la colloca tra le regioni più virtuose, in Basilicata è scarsa l’offerta di servizi all’infanzia (con una percentuale del 7%, minore della media nazionale che si attesta al 13%) e seriamente insufficiente l'offerta di mense scolastiche (disponibili solo per il 51% degli alunni in Basilicata, contro la media nazionale del 52%). La regione, però, risulta la prima in Italia per scuole che offrono il tempo pieno (non presente in Basilicata nel 49% delle primarie e nel 41% delle secondarie di primo grado, dato che a livello nazionale si alza rispettivamente al 68% e 80%). La metà degli studenti in Basilicata (51%) frequenta scuole dotate di infrastrutture insufficienti a garantire l’approfondimento. Ne risentono per primi i risultati ottenuti dai ragazzi: quasi il 21% dei quindicenni non raggiunge la soglia minima di competenze in lettura e il 31% in matematica (sono rispettivamente il 20% e il 25% a livello nazionale), con un tasso di dispersione scolastica del 12% (che però è minore della media italiana del 15% ), che si avvicina alla soglia massima del 10% fissata dall’Unione Europea nel 2020, ma ancora lontano dall’obiettivo del 5% per il 2030».
In Basilicata «solo il 7% dei bambini tra gli 0 e i 2 anni - è scritto nella nota - riesce ad andare al nido o usufruisce di servizi integrativi, ma è la regione con il maggior numero di scuole ad offrire l’opportunità del tempo pieno, la metà delle classi (51%) alle primarie. Quasi la metà degli alunni (49%) non ha a disposizione le mense scolastiche. Su questo tema è però necessario segnalare che sono molti i comuni che non garantiscono la continuità del servizio ai non abbienti e limitano le esenzioni o le riduzioni del costo ai soli residenti, colpendo le fasce più esposte della popolazione».
Situazione «non positiva anche per quanto riguarda le strutture scolastiche: il grave ritardo dell’indagine sull'anagrafe scolastica non permette di avere un panorama dettagliato delle condizioni generali dei luoghi di apprendimento, ma secondo le indagini Pisa-Ocse, il 51% degli adolescenti in Basilicata frequenta scuole dotate di infrastrutture insufficienti a garantire l’apprendimento» e il 31% delle aule non è ancora dotato di connessione internet veloce. Restano ancora molto limitati i programmi didattici volti a favorire l’acquisizione di competenze digitali da parte dei minori».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400