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Operazione a Brindisi

Brindisi, maxi evasione su benzina
per pescherecci: arresti e sequestri

Brindisi, maxi evasione su benzinaper pescherecci: arresti e sequestri

BRINDISI - Piero Argentiero
Nove ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari per associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di gasolio e olio combustibile per i pescherecci, vale a dire esenti da accise e iva, nell’ambito dell’operazione denominata «Bunker». Sono Luigi Velletri, 55 anni, di Fasano, titolare di un deposito di carburanti e di una pompa di carburanti a Savelletri; Rocco Comes, 64 anni, di Monopoli; Andrea e Vincenzo Corbascio, rispettivamente di 36 e 40 anni, di Monopoli; Paolo, Giovanni e Alessandro De Michele, rispettivamente di 56, 32 e 60 anni, monopolitani; Francesco Comes, 56 anni, di Bari, residente a Monopoli, e Enrico Lapadula, 60 anni, di Fasano. I due fasanesi sono difesi dall’avvocato Pasquale Di Natale.
A tutti e nove viene contestata l’associazione per delinquere della quale Velletri viene indicato come l’organizzatore, mentre gli altri sono proprietari e/o comandanti di motopescherecci. Contestati anche tredici reati di evasione dell’iva e delle accise. Inoltre a Velletri viene contestata anche la falsa dichiarazione di redditi e dell’iva e la emissione di fatture false per carburante apparentemente ceduto ai proprietari e ai comandanti di pescherecci che invece, attraverso il distributore di Velletri, finiva nelle automobili di ignari automobilisti.
Altre cinque persone (non rispondono dell’associazione) sono indagate a piede libero. Sono Vito Lapadula, fasanese di 55 anni; Saverio Tropiano, 54 anni; Giorgio Centomani, 64 anni; Nicola Damasco, 44 anni, tutti di Monopoli, e Vito Lamoglie, 46 anni, di Santa Marina, in provincia di Salerno.
Le ordinanze sono state emesse dalla giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brindisi Paola Liaci, su richiesta del pubblico ministero Daniela Iolanda Chimienti. Le indagini sono state svolte dagli uomini del Nucleo di polizia tributaria di Bari comandato dal colonnello Oriol De Luca.
Il sistema truffaldino si basava sui falsi bunkeraggi (rifornimento dei pescherecci) che avveniva nei porti di Monopoli, Savelletri e Brindisi. Quest’ultimo, l’unico autorizzato al travaso del gasolio dalle autocisterne nei pescherecci. Sono 197 le operazioni fasulle, delle quali la Gdf non ha trovata traccia in nessuno degli organi deputati alle autorizzazioni.
Nel febbraio/marzo del 2014 la Gdf di Bari avvia una verifica della contabilità della ditta «Velletri». Emerge una contabilità parallela che insospettisce gli investigatori. Su questi fogli sono riportati quantitativi, acconti e voci indicate con la B. A volte scritte per esteso: bunker; a volte: bonus. Si comincia a scavare a ritroso arrivando al 2010. Arriva la conferma dei sospetti. Velletri, in accordo con alcuni titolari e comandanti di pescherecci, rifornisce falsamente, col sistema del bunkeraggio (rifornimento dei pescherecci dalle autocisterne) i pescatori, mentre in realtà il carburante esente da accise e iva finisce nel suo distributore. Ai complici Velletri dà 10 centesimi al litro di prodotto falsamente fatturato.

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