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Giovedì 23 Novembre 2017 | 04:24

A Bari la nave scuola della Marina

«Vespucci», benvenuti a bordo
del veliero più bello del mondo

Centinaia di prenotazioni per le visite: una coincidenza con la festa di San Nicola. Si potrà salire oggi e domani. La ripartenza è prevista lunedì

«Vespucci», benvenuti a bordodel veliero più bello del mondo

Nicolò Carnimeo

Il metro della sua bellezza è l’emozione sempre viva che si prova incrociandola in mare, oppure all’ormeggio.
L’«Amerigo Vespucci» è la nave più bella del mondo, ma non è solo per una questione estetica, certo si rimane incantati dalle fasce bianche in corrispondenza dei ponti di batteria che ricordano le due linee di cannoni di un vascello ottocentesco, oppure dai fregi di prora o l’arabesco di poppa, in legno ricoperti di foglia d'oro zecchino, per non parlare dalla polena che raffigura l’effige del grande navigatore da cui prende il nome, ma nella nave delle meraviglie c’è di più.
C’è quell’arte marinaresca, quel legame con il mare che noi italiani abbiamo nel DNA e che il mondo ci riconosce e ci invidia.
Un esempio lampante è l’impegno del nostro Paese nella quotidiana salvezza dei migranti nel Mediterraneo: dall’inizio della crisi umanitaria negli ultimi 25 anni ne abbiamo tratti a salvamento (così come si dice in gergo marinaro) 650mila! Proprio di fronte all’ormeggio del «Vespucci», nel terminal crociere del porto di Bari, qualche giorno fa sono state consegnate cinque medaglie al valor militare. Ricordate la nave Blue Sky lasciata a Natale del 2014 dagli scafisti in rotta di collisione contro le coste del Salento con ottocento tra uomini donne e bambini a bordo? Ebbene oggi non sarebbero vivi se cinque uomini delle Capitanerie di porto (ne vogliamo ricordare i nomi: Fava, Descrivo, Donvito, Ancora e Mariano) non si fossero calati dall’elicottero con 35 nodi di vento e mare forza cinque. Ebbene negli alberi, nei pennoni, nelle vele tese al vento del Vespucci c’è anche il loro coraggio, l’abnegazione e lo spirito di sacrificio della gente di mare, io sono convinto che sia questo il segreto della «bellezza» del vascello più famoso al mondo.


Perché la nave scuola della Marina ha la stessa tempra dei suoi uomini, come nessuna rappresenta i valori della resistenza e della tenuta di mare, per esempio, memorabile è stato il suo comportamento nei primi giorni del settembre 1974 quando nel Golfo di Biscaglia lottò per cinquanta ore contro l’Atlantico scatenato forza nove. E’ stata poi protagonista di incredibili manovre come il passaggio a vele spiegate nel canale navigabile a Taranto (sotto il comando del Capitano di Vascello, Agostino Straulino, le foto dell’impresa hanno fatto il giro del mondo), l'uscita dal porto di Brest o la rimonta del Tamigi sempre a vela.
Oggi nell’anno della ricorrenza del suo ottantacinquesimo anniversario e, dopo una lunga sosta per i lavori di ammodernamento, il «Vespucci» torna a navigare con una missione che è anche ambientale e scientifica. Il veliero diverrà ambasciatore della salvaguardia del Mediterraneo e la Puglia è ancora una volta protagonista. A bordo saliranno i ricercatori del Conisma, (Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare) dell’Università di Bari, del Salento e di Pisa per realizzare studi e un monitoraggio sui delfini, sulle meduse e, purtroppo, sulle microplastiche che sono divenute il più diffuso degli inquinanti. A questo argomento lunedì 9 a bordo della nave sarà organizzato un meeting scientifico e verrà presentata dall’associazione Marevivo una mostra divulgativa sul tema.


La nave arriverà in mattinata e centinaia sono già le prenotazioni per la visita, non resta che puntare gli occhi all’orizzonte del mare e magari riuscire a vederla arrivare con le vele al vento, ne ha cinque a prora (augelletto, controfiocco, fiocco, gran fiocco e trinchettina), quattro vele di strallo (di gabbia, di velaccio, di mezzana, di belvedere) e la randa. La superficie velica totale (24 vele) è pari a circa 2635 metri quadri e le manovre vengono realizzate per mezzo di cavi (manovre correnti o volanti) di diverso diametro, per un totale di circa 36 chilometri. Quando le spiega tutte può raggiungere velocità ragguardevoli, almeno in relazione al peso della stessa: il «record» è di 14,6 nodi. Vero «motore» dell'Amerigo Vespucci è, però, il suo equipaggio, composto da 400 marinai, il cui motto è «Non chi comincia ma quel che persevera».

La «Vespucci» si ferma a Bari da oggi alla mattina di lunedi. Potrà essere visitata il 7 maggio dalle 16.30 alle 18.30 e dalle 20.00 alle 21.30, mentre domenica 8 maggio sarà possibile salire a bordo dalle 14.30 alle 18.00 e dalle 20.00 alle 21.30. Lungo il percorso i visitatori potranno seguire una mostra fotografica sulla Grande Guerra e assistere alla conferenza sul tema «Il ruolo del potere marittimo nella Grande Guerra - Lo sbarramento del Canale d’Otranto», a cura dell’Ufficio Storico della Marina Militare. La mattina del 9 maggio, prima della partenza per Trieste, a bordo del Vespucci saranno presentati i progetti di Marevivo, Università di Bari, Cnr e Conisma.

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