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Anticipo col Cagliari al San Nicola

Bari, notte da sballo
è vietato sbagliare

Camplone non si nasconde: «Per noi partita fondamentale»

Bari, notte da sballo  è vietato sbagliare

di Fabrizio Nitti

BARI - Un tranquillo venerdì notte di attesa e passione, sull’erba del San Nicola frammenti di serie A in una serata che potrebbe garantire al Cagliari il ritorno nel calcio dei milioni e, perché no, al Bari un posto privilegiato nella lotteria playoff. C’è questa sera qualcosa di affascinante e crudele per gli oltre ventimila che hanno deciso di esserci, di spingere il Bari oltre l’ostacolo sardo, un ostacolo alto considerato l’organico a disposizione di Rastelli.

Partita che il Bari non può sbagliare, partita che il Bari deve vincere dopo aver malamente pareggiato in casa contro il Modena e a Perugia, ritrovandosi al quinto posto di una classifica tanto compressa e incrediblmente incerta. Quanto meno, il pari in Umbria che ha fatto tuonare Camplone, è stato un po’ anestetizzato dai pareggi delle dirette concorrenti playoff. Il Cagliari, questa sera, chiarirà se il Bari è in frenata prolungata e quindi pericolosa o se i due pareggi consecutivi altro non sono stati che un tirare il fiato prima di assestare lo «sprintone» di fine campionato. Il terzo posto è lì a un punto, ma è pur vero che non dipenderà più solo dagli umori dei biancorossi, perfino nove punti potrebbero non bastare se anche il Pescara dovesse conquistare tre vittorie. Un passo per volta e pensiamo al Cagliari.

All’armata di Rastelli, colpevolmente non ancora in serie A, basta un punto per festeggiare. Dopo aver scialacquato in casa contro Lanciano e Livorno, la formazione isolana non ha voglia di temporeggiare ancora, vuole la promozione assolutamente anche per zittire piccoli malumori crescenti.

«Sarebbe stato preferibile affrontare una squadra già promossa - dice con sincerità Camplone - e magari priva di tutti gli stimoli che inevitabilmente ci sono quando c’è un obiettivo da raggiungere. Non sarà affatto facile, nessuno regala punti. Il Cagliari è una grande squadra, forse un po’ appagata in questo momento. Ma noi non dobbiamo accontentarci».

Questione di mentalità. Quella che ha fatto difetto sabato scorso nel secondo tempo di Perugia. Freno a mano tirato, poca ricerca della profondità: «Ci servono punti e di questo siamo consapevoli. Ci sarà pure tanta gente a spingerci. Credo che toccherà a noi “fare” la partita, in fondo perché mai dovrebbero “farla” loro? Ma ovviamente bisognerà restare molto attenti a non scoprirsi, il Cagliari ha una batteria di attaccanti impressionante, lì davanti sono veloci e bravi. Non dovranno ragionare, sarà necessario tenere i ritmi alti. Per noi è una sfida fondamentale, per loro no. Niente calcoli, dobbiamo esaltarci».

Momento decisivo della stagione, partita cruciale considerto come il calendario si sia impennato improvvisamente: «Il calendario che ci attende (trasferta di Brescia e scontro diretto contro il Trapani nell’ultima giornata, ndr) non è facile. Ma dobbiamo rischiare di più se vogliamo il terzo posto. Il punto di ripartenza deve essere proprio il secondo tempo di Perugia, nel senso che si deve cambiare marcia. Non sono preoccupato dal fatto di aver segnato solo due reti nelle ultime tre partite, ritengo sia una coincidenza. Una piccola flessione c’è stata, ma non va alimentata nessuna fobia da gol. Abbiamo invece riflettuto sulla mancanza di “produzione offensiva” nel corso della ripresa di Perugia. Non abbiamo un bomber da venti gol, pur se va sottolineato il lavoro sporco e prezioso di uno come Maniero, abile ad aprire varchi per i compagni. Va quindi ritrovata la mentalità delle giornate precedenti». Partita da vincere e basta. C’è poco altro da dire.

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