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Venerdì 24 Novembre 2017 | 12:17

Dopo le indagini

Valenzano, un'accusa dopo l'altra
il clima è ormai da tutti contro tutti

Valenzano, un'accusa dopo l'altra  il clima è ormai da tutti contro tutti

Francesca Ferri

di Giovanni Longo

Ci sono un sindaco e un consigliere comunale di maggioranza indagati con l’accusa di avere preteso l’indennità percepita dell’ex vicesindaco, il secondo di una giunta tormentata. E poi la presunta vittima, a sua volta a giudizio nel processo sulla falsificazione di tessere di partito, che vuota il sacco ai magistrati. Una denuncia coraggiosa che sembra pure avere dato il buon esempio, se il suo predecessore sente il bisogno, ora, curiosamente davanti alle telecamere (non sappiamo se già pure agli inquirenti in lunghi verbali), di raccontare una storia molto simile. Ad arricchire un quadro già complicato ci pensa la nomina del nuovo vicesindaco. L’uomo (anzi la donna) di fiducia del primo cittadino è la figlia del consigliere di maggioranza indagato.

No, non è la trama di un romanzo su un intreccio politico-giudiziario in salsa barese. Tutto, vero, dal momento che è quanto sta accadendo a Valenzano, alle porte di Bari. E ora diamo volti e nomi per riempire tutte le caselle di un puzzle che sta mettendo in subbuglio l’intera città, oltre che l’amministrazione.

La Procura di Bari ha chiuso le indagini nei confronti del sindaco Antonio Lomoro, eletto nel 2013 con il sostegno di liste civiche e del Movimento Schittulli, e del consigliere comunale di maggioranza Agostino Partipilo. Il reato ipotizzato è tentata induzione indebita a dare o promettere utilità.

Stando alle denuncia di Francesca Ferri, ex vicesindaco e assessore del Comune alle porte di Bari, a sua volta a processo per la storia delle tessere false del Pdl, avrebbe dovuto versare al primo cittadino e a un consigliere di maggioranza la sua indennità (1.020 euro).

Dalle dichiarazioni della Ferri (e, pare, dalle parole degli stessi protagonisti della storia, intercettati dalla donna a loro insaputa), è partita l’inchiesta condotta dai Carabinieri della compagnia di Triggiano, coordinati dal pm Claudio Pinto.

In sostanza, avendo appreso delle intenzioni della Ferri di candidarsi alle elezioni regionali del maggio 2015, Lomoro e Partipilo «le facevano chiaramente intendere come per candidarsi fosse necessario il loro consenso e il loro avallo politico», si legge nel capo d’accusa. Più nel dettaglio, Partipilo avrebbe più volte detto alla Ferri «che doveva consegnare la somma» anche perché solo così la Ferri avrebbe evitato «di essere sfiduciata», cessando dalla carica. A fronte del rifiuto, il sindaco Lomoro, era marzo 2015, «revocava l’incarico». Insomma, il prezzo per l’avallo politico di sindaco e consigliere di maggioranza valeva l’indennità (mille euro al mese). Per l’accusa un tentativo di induzione indebita messo a verbale dalla Ferri, assistita dall’avvocato Fabio Campese, e riferito alle telecamere da Umberto Sbarra, il primo vicesindaco della giunta Lomoro. «Quando ho smesso di elargire queste contribuzioni mi è stata revocata la carica», ha detto Sbarra a un tg satirico.

Ma il sindaco, assistito dall’avvocato Salvatore Campanelli, respinge le accuse al mittente. «Sono tranquillo dal momento che la questione è solo di natura politica. Dimostrerò, carte alla mano, che non ho commesso alcun reato. Chiederò al magistrato di ascoltarmi, sono a sua disposizione per ricostruire, con i documenti, step e ragioni che hanno portato alla decisione di revocare definitivamente le deleghe». E pensare che il primo cittadino era stato testimone di nozze della grande accusatrice.

A processo per violazione del codice della privacy e appropriazione indebita (l’accusa è aver attinto 62 nomi dalle liste degli iscritti alla Lilt, in vista del congresso cittadino del partito del 2012), la Ferri, potrebbe incorrere in altri (piccoli) guai. Nei giorni scorsi, mentre era in compagnia di suo marito, si sarebbe rivolta in modo minaccioso e ingiurioso nei confronti di Lucia Partipilo. Questo, almeno, è quanto la donna avrebbe percepito e poi raccontato ai Carabinieri, ai quali ha sporto una denuncia. Ah, giusto, vi chiederete, giustamente, chi è la Partipilo? È la figlia del consigliere Agostino, nominata da Lomoro vicesindaco. Al posto della Ferri. Fine della seconda puntata.

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