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Giovedì 23 Novembre 2017 | 23:27

Agli avvocati il 25%

Asl, transazioni per la mensa
a Bari già spesi 15 milioni

Asl, transazioni per la mensaa Bari già spesi 15 milioni

BARI - Una stima fatta nel 2014 parlava di 12 milioni di euro per chiudere uno degli storici contenziosi della sanità pugliese. Non siamo troppo lontani: il totale sarà di circa 15. Anche se, nei fatti, le transazioni per la mensa del personale hanno riguardato soltanto Bari, perché nel resto della regione i tribunali hanno respinto quasi ovunque i ricorsi dei lavoratori. E ora che si cominciano a fare i conti, emerge che la partita è stata un buon affare anche per gli avvocati.

Il grosso del contenzioso è concentrato nella Asl di Bari, che lo scorso anno ha chiuso la transazione con 5.500 dipendenti che chiedevano il riconoscimento della mensa o del buono pasto sostitutivo: diverse centinaia avevano ottenuto sentenze favorevoli di primo grado. L’accordo con il personale del comparto (è in corso il confronto con i medici) costerà circa 12 milioni: hanno aderito finora il 90% degli aventi diritto, che per il periodo dal 1º gennaio 2008 al 31 dicembre 2015 hanno percepito dai 1.700 ai 2.400 euro (a seconda se si trattava di turnisti o non turnisti). Al Policlinico la transazione ha riguardato invece circa 1.000 dipendenti, per un costo totale di circa 2 milioni che copre il periodo dal 1996 al 2001 (da quell’anno in poi è stata attivata la convenzione con la mensa universitaria dell’Adisu, oggi utilizzata da meno del 3% dei dipendenti) ma con l’impegno a rinunciare agli atti per i periodi successivi. Questione ancora aperta invece per l’Oncologico, dove però l’intesa di massima sulle cifre è stata già raggiunta.

Gli accordi hanno però portato una spesa non indifferente per le competenze legali. La Asl di Bari ha riconosciuto in via transattiva 300 euro per ogni ricorso notificato e 200 per ogni ricorso iscritto a ruolo, tenendo presente che non tutti i dipendenti hanno seguito la strada dei tribunali. Fino ad oggi sono stati pagati circa 800mila euro di spese legali (si dovrebbe arrivare a un milione) a 11 avvocati: quello che aveva il maggior numero di cause, Nicola Roberto Toscano, ha ottenuto 313mila euro lordi per 799 casi. Il Policlinico di Bari ha invece riconosciuto 650 euro di spese legali per i ricorsi individuali, e 350 a persona in caso di ricorsi collettivi, pagando all’incirca 400mila euro di spese legali.

«È un ottimo accordo - dice il dg della Asl di Bari, Vito Montanaro - rispetto a un contenzioso che poteva costarci decine di milioni. Abbiamo chiuso fino al 2015 una transazione di cui si parlava da anni, utilizzando somme già accantonate in bilancio al fondo rischi per le vertenze giudiziarie. Ora stiamo lavorando per regolamentare il futuro. Gli avvocati? Abbiamo pagato grossomodo il 25% delle competenze riconosciute in giudizio, considerando che i legali si sono accollati anche l’onere di raccogliere tutta la documentazione». Stessa linea anche per il Policlinico: «In molte delle sentenze di primo grado - spiega il direttore amministrativo, Alessandro Delle Donne - erano state riconosciute spese per migliaia di euro a ricorrente, che avrebbero potuto portarci a cifre milionarie. L’accordo transattivo ha consentito di risolvere una vertenza annosa che si trascinava da quasi 15 anni».

E ora bisognerà occuparsi del futuro. Una legge regionale del 2008 subordina l’avvio del servizio mensa al pareggio di bilancio delle aziende, con un risultato a macchia di leopardo. Le trattative con i sindacati sono aperte su tutto il territorio. Ma secondo la Regione, il costo della mensa (che è costo del personale) sarebbe pari a 40 milioni di euro l’anno, soldi che andrebbero a erodere il «tesoretto» per le assunzioni. Ecco perché è necessario un accordo su basi diverse.

m.scagl.

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