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l'operazione Taranto, gli occhi di Bollorè sul porto

attraverso «Saga italia» Incontro fra sindacati, sottosegretario e Authority

l'operazione Taranto, gli occhi di Bollorè sul porto

di Domenico Palmiotti

TARANTO - Liquidata l’esperienza di Evergreen, un altro grande operatore internazionale si affaccia al porto di Taranto e al terminal container.

E’ il gruppo Bollorè, uno dei leader mondiali dei trasporti e della logistica e con numeri decisamente importanti nel settore: 5,4 miliardi di euro di fatturato consolidato, 30mila addetti, una rete di 600 uffici ed una copertura di oltre 130 Paesi. Il tutto fa capo a Vincent Bollorè, presidente di Vivendi, che ora controlla Premium, il canale che detiene i diritti della Champions League e che proprio con Vivendi potrebbe anche acquisire le tv Mediaset. Bollorè, finanziere bretone 65enne, non è nuovo a shopping in Italia. Il suo gruppo con sede a Parigi ha 55mila dipendenti e quasi 11 miliardi di fatturato globale che spazia dall’energia all’agroalimentare, dai trasporti alla logistica. E attraverso la controllata Saga Italia, che fa parte della galassia Bollorè, che questo gruppo internazionale mira adesso ad acquisire in concessione dall’Autorità portuale il terminal container di Taranto. Quasi due chilometri di banchina, 1.200 metri soggetti a lavori di ampliamento con avanzamento in mare attraverso una palificazione, di cui i primi 600 metri saranno pronti a giugno, ma soprattutto un’infrastruttura che è al centro del Mediterraneo.

Saga Italia fa parte del consorzio «Ulisse». Insieme ai partner Ionian Shipping Consortium (è di Taranto e si è anche candidato ad acquisire la flotta navale dell’Ilva messa sul mercato dai commissari dell’azienda dell’acciaio), Taranto Iniziative Produttive e Tecnomec Engineering, alla scadenza (29 aprile) del bando lanciato dall’Authority per riattivare il terminal container, ha presentato la sua offerta. Offerta per ora accettata con riserva in quanto l’Authority ha chiesto al consorzio, che è in fase di costituzione, della documentazione integrativa. Se tutto sarà ok sotto questo profilo, l’Authority, che per il momento ha solo verificato i requisiti di ammissibilità, passerà ad esaminare la proposta del consorzio: attività proposte (la richiesta dell’Authority è container, merci varie e ro-ro), volumi di traffico, tempi di ripresa, ricollocazione al lavoro del personale. Taranto container terminal, precedente concessionario della banchina, ha infatti liquidato la società e collocato per un altro anno in cassa integrazione i suoi 540 addetti, cassa che finisce l’11 settembre. Ieri i sindacati dei trasporti hanno incontrato in Prefettura a Taranto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, e il commissario dell’Authority, Sergio Prete, cui hanno chiesto di monitorare con attenzione il risvolto occupazionale.

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