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In libertà l'ex sindaco di Brindisi Consales: fatta una stupidaggine

In libertà l'ex sindaco di Brindisi
Consales: fatta una stupidaggine

Il giudice ha accolto l'istanza della difesa e dopo aver ascoltato l’ex primo cittadino in un interrogatorio sostenuto venerdì scorso ha disposto la revoca della misura cautelare ai domiciliari

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BRINDISI - A quasi tre mesi dall’arresto ai domiciliari per corruzione, l’ex sindaco Pd di Brindisi ha ottenuto la libertà dal gip e subito dopo ha deciso di parlare: "Ho fatto una stupidaggine» ha detto. «Ricevere quei soldi - ha specificato - che erano un contributo di sostegno elettorale, dopo la mia elezione. Ma non ho mai svenduto a Screti la mia funzione di sindaco». Mimmo Consales, otto chili in meno, volto provato per lo 'choc' che dice di aver subito, dopo aver affrontato il fuoco di fila delle domande dei magistrati che nel mese di aprile lo hanno interrogato due volte, ha deciso di rompere il silenzio anche con i colleghi giornalisti.

E lo ha fatto nello stesso giorno in cui il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Licci ha risposto affermativamente all’ istanza di scarcerazione formulata dal suo difensore, Massimo Manfreda. Non sono ritenute più sussistenti le esigenze cautelari che hanno supportato il provvedimento cautelare emesso il 6 febbraio nei confronti di tre persone. L’ex primo cittadino ha ritenuto di chiarire, dal suo punto di vista, i rapporti con l'imprenditore Luca Screti, il patron della ditta Nubile (che si trova ancora ai domiciliari) il quale, secondo l’accusa sostenuta dal pm Giuseppe De Nozza, in cambio di una tangente di 30mila euro, avrebbe ottenuto facilitazioni per la gestione di un impianto comunale di trattamento di rifiuti: «Con Luca siamo amici da tantissimo tempo» ha spiegato Consales. «Lo conosco da molti anni, da tempi non sospetti. Quando mi sono candidato mi ha promesso un contributo in termini economici che poi non mi è stato versato. Questo contributo mi è stato poi versato attraverso la forma che voi conoscete, quando ero già sindaco. E questa è una mia chiara responsabilità».

«Detto questo - ha aggiunto - non ho mai venduto per un solo istante la mia funzione di sindaco a Luca Screti e alla ditta Nubile. Non ho mai prodotto un atto amministrativo che potesse favorire Luca Screti». Consales, che il lunedì successivo all’ arresto si è dimesso precedendo di poco tutti i consiglieri comunali, è poi entrato nel merito dei singoli atti e delle contestazioni. Ha dichiarato che resterà fuori dall’agone politico e che intende tornare a fare il giornalista, se sarà possibile, considerata la sospensione cautelare cui è sottoposto. Ha affermato di «essersi distrutto la vita" decidendo di fare il sindaco di Brindisi. Ha fatto riferimenti anche al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ricordando un incontro in cui da segretario regionale del Pd lo stesso Emiliano gli avrebbe richiesto di rimuovere dalla giunta due assessori. E ha fatto riferimenti anche al candidato sindaco di Brindisi del Pd, Nando Marino, che in una conferenza stampa convocata nel tardo pomeriggio, ha poi risposto a Consales prendendone le distanze.

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