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Renzi a Matera
fischi e contestazioni
Premier: coraggiosi rischiano

Matteo Renzi

MATERA - In attesa dell’arrivo a Matera del premier Matteo Renzi, alcune decine di persone - che hanno esposto striscioni e cartelli di contestazione - si sono radunate nei pressi del teatro «Duni», dove nel pomeriggio sarà firmato il Patto per la Basilicata.
Sotto la pioggia, i manifestanti stanno gridando slogan contro il Governo e contro Renzi, in particolare sulla gestione della questione petrolifera.

«Dalla rassegnazione all’autostima. Non è un programma soltanto per Matera e la Basilicata: è quello che l’Italia deve fare nei prossimi due anni. Se dici che le cose andranno meglio e cambieranno, rischi. Non rischi con la rassegnazione che è propria dei contestatori che fischiano. Ma le cose non le cambiano quelli che fischiano qui fuori, bensì i coraggiosi che rischiano e si sporcano le mani. E portano i colori bianco, rosso e verde dell’Italia che non ne può più della rassegnazione», ha detto Renzi arrivato a Matera rispondendo alle contestazioni. 

«Matera capitale europea della cultura è una grande responsabilità. Non significa solo fare grandi eventi, ho visto un programma meraviglioso, ma la vostra responsabilità è indicare all’Ue qual è la direzione e riportare Italia a credere nel futuro», ha sottolineato il premier, «Nei prossimi due anni, qualunque sia il vostro colore politico, mettiamo in secondo piano le polemiche e proviamo a rilanciare perché l’Italia possa trarre stimolo e forza» da Matera 2019. «Se l’Italia fa l’Italia, l’Europa avrà tutto da guadagnare».
«Matera capitale della cultura deve riportare l’Italia a credere nel futuro. E’ finito il campionato mondiale di vittimismo e degli alibi che ha caratterizzato negli anni il dibattito sui fondi pubblici. Facendo economia in alcuni ambiti i soldi ci sono. Bello credere in un’Italia che prova a cambiare sul serio. Io la vedo così», ha aggiunto. «E' finito il tempo in cui si raccontavano solo le cose che non andavano, il tempo della rassegnazione. Matera città europea della cultura può essere riferimento per tutta l’Europa. Giovedì vedo Merkel, Juncker, Schulz e Tusk: l’Europa ha grande bisogno di ideale e messaggi, penso spero e credo che da Matera, per troppi anni ignorata, possa arrivare un messaggio. Dobbiamo passare dalla rassegnazione all’autostima».

NO TRIV - «Vedo che qui ci sono anche i No Triv, non ho problemi. La vicenda ci ha visto su posizioni diverse e abbiamo avuto grandi dinamiche di confronto. Ma tutti pensiamo, ne sono certo, che l’Italia abbia bisogno della forza di dire sì e non solo no».

TURISMO - «Noi stiamo sopra una montagna di bellezza che non riusciamo a sfruttare. Se noi per primi presentiamo il Sud come un elenco di disgrazie, dove vogliamo andare? Chi di voi comprerebbe se il proprietario del negozio ti dice: 'non entrare, qui fa schifo'». 

AMBIENTE - «La situazione sanitaria e la situazione ambientale in Basilicata è tenuta costantemente sotto controllo, controllata e verificata. Dal nostro punto di vista, nel rispetto di chi la pensa diversamente, i dati parlano chiaro e vanno rispettati». «I vostri amministratori sono stati ottimi negoziatori per le royalties. Dal punto di vista dei ritorni sul petrolio la Basilicata ha ottenuto ciò che doveva ottenere».

«Ora la priorità per tutti è la sicurezza dei cittadini. Sono molto fiducioso del lavoro che fa Eni in tutto il mondo. E’ una grandissima azienda, una realtà straordinaria, ha qualità di primo ordine. E’ giusto avere tutte le attenzioni del caso ma c'è la mia totale fiducia nei vertici dell’Eni, in particolare nell’Ad Claudio Descalzi, per la particolare sensibilità in materia». Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Matera, rispondendo a una domanda sulla sicurezza ambientale nella regione. «Questo tema - ha aggiunto - l’abbiamo in Val D’Agri per il petrolio, come in altri luoghi. Si è detto che a Ravenna le piattaforme che estraevano petrolio creavano problemi e invece poi abbiamo visto che si investe sulle cozze lì, perché la qualità dell’acqua è fuori discussione. Invito tutti ad avere buonsenso e intelligenza. Noi rispettiamo le autorità, le istituzioni, ciascuno farà le proprie valutazioni e il governo lavorerà di conseguenza», ha sottolineato.

SULLA CRIMINALITA' - «Combattere senza pietà la corruzione vuol dire portare a processo chi è colpevole. Non vuol dire 'sono tutti uguali, rubano tutti'. Chi lo dice fa un favore ai ladri che vanno portati nelle patrie galere, non devono restare a piede libero», ha spiegato poi Renzi, «Sono felice - ha aggiunto - di leggere gli articoli sulla corruzione ma preferisco gli articoli del codice di procedura penale».  «C'è un problema di illegalità. Noi dobbiamo combattere senza pietà la corruzione ma non vuol dire fare i convegni sociologici, bensì andare a processo e dire chi è colpevole e chi no. E lo faccio per le persone oneste che fanno questo lavoro». «C'è un’emergenza di lotta contro tutte le forme di illegalità, contro la criminalità organizzata di stampo mafioso, camorrista, 'ndranghetista» ha poi aggiunto il premier.

SULLA SCUOLA - «Abbiamo assunto chi aveva diritto costituzionale. Chi, per responsabilità dei governi passati, non ha questo titolo, purtroppo o per fortuna, la Costituzione ci impedisce di assumerlo senza concorso. E facciamo un concorso che non era fatto da anni. Se negli ultimi 20 anni si fosse investito, anziché tagliare, questa situazione non si sarebbe creata. 'Umiliazione' lo vada a dire a chi si è comportato in modo indecoroso. Noi abbiamo messo tre miliardi», ha detto il premier Matteo Renzi, replicando a una contestatrice. Al termine dell’evento il premier si è fermato a parlare con l’insegnante precaria di fascia B che lo aveva interrotto e contestato, ha ascoltato i termini della vicenda, che riguarda anche altri insegnanti di sostegno, come lei, e si è impegnato a seguire la questione.

EUROPA - «Abbiamo bisogno di cultura e di politica estera. Se c'è un motivo per cui l’Europa è in crisi non è perché vengono a farci male da fuori ma perché nelle nostre periferie si è perso il senso dell’identità. Il fanatismo è cresciuto nel cuore delle nostre città». «Pensare che il futuro non dipende da un apporto esterno ma solo da noi. Questa è la nostra arroganza: pensare che l’Italia possa essere leader in Europa e nel mondo». 

RIFORME - «Quello che nessuno può negare è che in questi due anni è cambiato qualcosa. E’ la prima volta che un Parlamento si taglia le poltrone. E non è la cosa in sé ma il messaggio straordinario che il Parlamento è in grado di cambiare. A ciò si aggiunge che la fiducia la darà un solo ramo del Parlamento».

TRASPORTI - «L'Italia ha tutto per uscire dalla crisi degli ultimi venti anni. Smettiamo di guardare solo le cose negative, che pure ci sono: nessuno vuole metterle sotto il tappeto. Il problema oggettivo è la mancanza di concretezza di alcuni progetti: se hai problemi con le ferrovia a Matera che te ne fai dell’alta velocità che è la migliore al mondo?». «Matera può tracciare la linea per il futuro. Ma certo, se non portiamo la ferrovia non siamo credibili. E io stimolerò gli amministratori a rimettersi in moto», ha sottolineato.
Con i patti per il Sud, ha affermato, «il governo controlla le regioni e le regioni controllano il governo. Ma soprattutto i cittadini potranno controllare i patti. E’ una rivoluzione copernicana che non nasce da un’intuizione bislacca ma da un disegno sul Paese».

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