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Di nuovo all'asta
stadio e tribunale

E’ il nuovo Piano delle alienazioni 2016-2018, allegato al relativo bilancio di previsione e da far approvare in Consiglio comunale. Valore complessivo: 77 milioni di euro

Lecce piazza sant'Oronzo

di TIZIANA COLLUTO

LECCE - Il Comune di Lecce torna a mettere in vendita i suoi averi: 59 fabbricati e 39 terreni, beni ritenuti «non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali». Eppure, in diversi casi, si tratta di luoghi che segnano la storia della città e che ne sono ancora il cuore pulsante: tribunale penale, stadio, scuole.
L’elenco è lungo, aggiornato con la delibera di giunta approvata qualche giorno fa. E’ il nuovo Piano delle alienazioni 2016-2018, allegato al relativo bilancio di previsione e da far approvare in Consiglio comunale. Valore complessivo: 77 milioni di euro.
Agli immobili già da tempo segnati da questo destino, ma non ancora venduti, si aggiungono quelli individuati lo scorso anno per la costituzione del «fondo immobiliare» comunale.
Nel calderone, ci sono anche quelli acquisiti al patrimonio di Palazzo Carafa in base al decreto legge del 2013 «Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia» e per i quali sono ancora in corso le procedure di autorizzazione all’alienazione, così come per i beni per i quali si sta verificando l’interesse culturale.

In alcuni casi, l’inserimento dell’immobile nella lista molto difficilmente si tradurrà in una possibilità di acquisto da parte di soggetti terzi. Così per il Tribunale di viale De Pietro, attuale sede della giustizia penale: è messo all’asta per 15.588.600 euro. Così, ancora, per l’Istituto Siciliani di via Leuca, del valore di 7.010.400 euro. Per entrambi, tra il 2011 e il 2012 è stata modificata la destinazione d’uso in terziario, direzionale, commerciale.
A costare di più è lo stadio di via del Mare: 18,9 milioni di euro. Lì sono a disposizione ulteriori 270mila metri cubi da trasformare in uffici, alloggi, negozi.
Stessa sorte potrebbe avere l’ex caserma dei vigili urbani, su viale De Pietro, in vendita per poco più di mezzo milione di euro. Idem per l’ex Omni, il plesso che fu sede dell’Opera nazionale maternità e infanzia, su viale Marche, attuali uffici del settore Urbanistica: va all’asta per 1,6 milioni di euro. Ad uso residenziale è destinata, invece, la vicina ex Villa Citti, che ospita l’assessorato alle Politiche sociali. Costo: 450mila euro.

C’è, inoltre, il gioiello dell’ex Istituto Margherita di Savoia, su via Palmieri, diviso in tre lotti per complessivi 2.856.839 euro: può essere utilizzato come struttura ricettiva. Anche l’intero fabbricato dell’ex Anagrafe, sulla stessa strada, è all’asta: quattro lotti per quasi 2 milioni di euro. A 111mila euro si può acquistare la ex stazione di monta equina, mentre a 350mila euro un immobile da 337 metri quadrati nel cuore di Santa Cesarea Terme.
È lunga la sfilza delle case in vendita. Ci sono quelle di pregio a prezzi decisamente contenuti: una da 80 metri quadri in via Palmieri a 150mila euro, un’altra da 124 metri quadri, in via dei Mocenigo, accanto a Piazza Sant’Oronzo, a 184mila euro. Ci sono le piccole dimore del centro storico o delle marine, vendute per un pugno di euro: quelle di Vico del Sole e via De Argenteris, di via Dei Garofani, della Ginestrina e della Gazza: tra i 13 e i 45mila euro. Si arriva a 60mila in via Ferrante D’Aragona, accanto alla Prefettura.

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