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Venerdì 24 Novembre 2017 | 19:47

la città che cambia Sarà domenica e 1° maggio ma i negozi apriranno

la festa dei lavoratori I commessi: «Festivi cancellati. Ogni giorno a disposizione dei clienti»

la città che cambia Sarà domenica e 1° maggio ma i negozi apriranno

di Antonella Fanizzi

«Mi scusi, domenica il negozio è aperto?». La commessa si stringe nelle spalle e senza il consueto sorriso di cortesia risponde: «Saremo a vostra disposizione, come sempre, a orario continuato». Non tutti i punti vendita del Murattiano avranno la necessità di pubblicizzare con una locandina l’apertura straordinaria. Domenica non solo è un giorno festivo, ma è anche il 1° maggio. Eppure, in occasione della festa dei lavoratori, in tanti saranno al loro posto. Perché? A rispondere è una collaboratrice di uno store di giocattoli: «La gente dà per scontato che i negozi siano aperti. È accaduto già il 25 aprile. Chi si trova davanti a una saracinesca abbassata si indigna, salvo poi non spendere un centesimo».A differenza di quattro anni fa, quando soltanto la grande distribuzione decise di marciare controcorrente, questa volta a tenere accese le luci nella giornata nata per ricordare le battaglie operaie, in particolare quella per il diritto alle otto ore al giorno, saranno i centri commerciali, ad eccezione della Mongolfiera del gruppo Coop Estense e di Ikea, i negozi di via Sparano e, a macchia di leopardo, i supermercati, le salumerie, i panifici, le macellerie, le pescherie, i fruttivendoli dei vari quartieri. Sul diritto al riposo, sia per i titolari sia per i dipendenti, prevale l’aspetto commerciale, la necessità di far quadrare i conti e di non scontentare i consumatori.

Del resto la liberalizzazione delle vendite ha sdoganato perfino Natale e Pasqua, seppur per mezza giornata.

Gli scontrini battuti saranno pochi? I costi di gestione saranno maggiori dei ricavi? Poco importa. Nessuno rinuncia alle aperture festive. I titolari si trincerano dietro quello che ormai è diventato un ritornello: «La nostra azienda da sempre mette il cliente al centro dell’attenzione e l’apertura festiva è uno dei tanti servizi offerti e apprezzati. La mancanza di tempo è diventato il maggior alleato della stagnazione dei consumi. Per questo il cliente può contare sull’apertura 7 giorni su 7 e può organizzarsi al meglio».

Qualche centro commerciale ha nuovamente promosso momenti di intrattenimento, arricchiti con musica e cabaret.

La voce fuori dal coro è quella di Benny Campobasso, presidente provinciale di Confesercenti. Commenta: «Il decreto Salva Italia di Monti del gennaio 2012 ha liberalizzato il mercato e ha fatto cadere ogni confine. La nostra organizzazione ritiene però che si tratti di una scelta sbagliata. Vorremmo che la materia tornasse di competenza delle Regioni, enti deputati alla programmazione territoriale, in grado di tutelare le tipicità».

Campobasso rammenta: «La Confesercenti in passato ha condotto una battaglia contro le aperture selvagge. Insieme alla Cei, la Conferenza episcopale italiana, abbiamo lanciato l’iniziativa “La domenica non si tocca” e promosso una raccolte di firme a sostegno delle chiusure nei giorni festivi. C’è da dire comunque che la grande distribuzione storicamente punta sul periodo compreso fra maggio e settembre per ottimizzare i ricavi, approfittando della fragilità in estate degli esercizi a conduzione familiare. La concorrenza si è fatta spietata. Anche chi avrebbe convenienza a non lavorare non può incrociare le braccia se il vicino è una multinazionale che dispone di un gran numero di collaboratori ai quali può garantire turni di lavoro e di ferie. I piccoli sono in sofferenza».

Conclude: «Il sistema è fuori controllo e non c’è rispetto per il lavoro. Chi vorrebbe chiudere nei giorni rossi del calendario ha il timore di perdere clientela. Ci si marca a vicenda. Il danno non si misura esclusivamente in termini di fatturato, conta pure il danno di immagine».

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Commenti all'articolo

  • Rodolfo Covitti

    Rodolfo Covitti

    22 Aprile 2017 - 22:10

    Di sinistra da una vita, ma se il movimento 5Stelle, promette e si impegna ad abolire l'apertura dei negozi e supermercati la domenica e nei giorni festivi, IO VOTO 5STELLE

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