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scandalo lucano

Senza petrolio a secco
le casse della Basilicata

Nella terra dell'oro nero lo stop alla produzione fa crollare le royalty alla Regione

Senza petrolio, a secco  le casse della Basilicata

di Luigia Ierace

POTENZA - Tracollo della produzione nazionale di idrocarburi ed effetti devastanti per le casse della Regione Basilicata. Lo stop alla produzione di petrolio in Val d’Agri, nel più grande giacimento d’Europa su terraferma, unito al prezzo in caduta libera del greggio, se dovesse protrarsi per tutto l’anno, graverebbe ancor più pesantemente sui bilanci regionali e comunali (annuali e pluriennali) per il crollo delle royalty (l’aliquota del 7% che le compagnie petrolifere versano sulla produzione di idrocarburi). La Regione, si stima che nel 2016, avrà una perdita di quasi 46 milioni di euro, per effetto del prezzo al barile, e nel 2017, quasi 119 milioni di euro, anche per la mancata produzione. Una prima riduzione, infatti, si percepirà a fine giugno quando le compagnie petrolifere verseranno le royalty per il 2015.

Regione Basilicata Alla Regione, si stima che, in base alle produzioni del 2015, che hanno risentito solo dell’effetto delle oscillazioni delle quotazioni del greggio, Eni e Shell secondo le previsioni, verseranno il 32% in meno, pari quindi a 97,1 milioni di euro a fronte dei 142,9 milioni versati lo scorso anno. Per arrivare a una quota così bassa bisogna andare al 2008. Ma nel 2017 il crollo sarà netto. La Regione Basilicata riceverà solo 24,3 milioni di euro. Bilancio pluriennale da rivedere. Pochi fondi per pagare l’Università della Basilicata, la sanità, per permettersi di finanziare aeroporti di altre regioni e utilizzare risorse in altri settori.

Comuni Val d’Agri Meno royalty anche ai Comuni della concessione Val d’Agri (Viggiano, Calvello, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Montemurro e Marsicovetere) che dai 25,2 milioni del 2015 passeranno a 17,1 quest’anno a 4,3 nel 2017. Un pensiero in meno per i sindaci, a giudicare dal fatto che almeno per quelli che si sono alternati nel Comune di Viggiano (in 16 anni ha percepito 157 milioni di euro, 16 solo nel 2015) «queste risorse sono sempre state un problema» e per lo più «difficili da spendere».

«Bonus carburanti» Ma anche il Fondo nazionale per la riduzione del prezzo dei carburanti (dal 2013 Fondo sviluppo economico e social card) alimentato dal 3% delle royalty subirà un crollo. Meglio noto ai lucani come «bonus benzina» da distribuire fino al 2013 tramite card carburanti (anche se i lucani attendono ancora il quarto e ultimo bonus, che secondo il Mise dovrebbe essere in via dei erogazione nei prossimi mesi), ha poi cambiato finalità. Dopo una lunga trattativa della Regione proprio con il ministro Guidi, che alla fine ha portato alla sua trasformazione con una destinazione (non ancora avvenuta per il 2014 e il 2015) di quelle risorse a social card e misure di sviluppo economico. Con questa nuova congiuntura ci saranno ben pochi soldi da ripartire: solo 46 milioni nel 2016 e 11,5 nel 2017. Insomma tanta fatica per nulla, verrebbe da dire. Irrisoria anche la quota nazionale dello stesso Fondo, sulla quale si è tanto litigato dopo lo «scippo» da parte del Veneto, che ne ha rivendicato una parte.

Andamento royalty Quante sono e come sono state spese? È la domanda che si è posta la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Dal 2000 al 2015 sono stati destinati alla Basilicata solo come royalty (aliquota del 10%) quasi 1,9 miliardi di euro divisi tra 1.3 alla Regione Basilicata, 225 milioni ai sei Comuni dell’area estrattiva e 344 milioni per alimentare il bonus carburante e poi quello destinato a misure di sviluppo economico e social card. Alle royalty si aggiungono tutte le risorse rivenienti dal Protocollo di intenti Regione-Eni e i fondi destinati anche ad alimentare il Programma operativo Val d’Agri. Un quadro completo, al 2014, si evince dall’«Indagine sull’utilizzo delle risorse generate dall’estrazione petrolifere», realizzata dalla Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Basilicata (magistrato istruttore e relatore Giuseppe Teti), che «bacchettò» pesantemente Regione e Comuni della Val d’Agri per l’utilizzo delle royalty. All’Audizione pubblica non si presentò la Regione, né i Comuni maggiormente interessati dai benefici. Risorse che ora stanno venendo meno con tutti gli interrogativi che si portano dietro. Sarà necessario mettere subito mano al bilancio triennale della Regione e dal prossimo anno riconsiderare le minori risorse nelle finanziarie annuali? Insomma, dove si troveranno i fondi per coprire i piccoli-grandi buchi per i quali c’erano sempre le royalty, come jolly, pronte a risolvere ogni situazione?

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