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a monte sant'angelo

Megaliti, grotte e graffiti
nella Valle dei dolmen

Con Franco Vaira ricercatore e scopritore di molti graffiti preistorici

Franco Vaira

di FRANCESCO TROTTA

MONTE SANT'ANGELO - La sua passione per la natura (è dipendente dell’ente Parco del Gargano) e per la sua terra, lo ha trasformato in un eccellente conoscitore dei luoghi del territorio e scopritore di innumerevoli siti archeologici (una grotta da lui scoperta porta il suo nome, Grotta Vaira). Scarpina soprattutto nelle campagne attorno al centro abitato di Monte S. Angelo, il suo paese, Vaira - chiamato l’Indiana Jones del Gargano, ne ha fatte di scoperte nei dodici-tredici anni che gira. Ricercatore autodidatta, candido com’è, invece di tenere nascoste le scoperte, le “condivide” con altri. Con il risultato, ahimè, di ritrovarsi qualche volta dinanzi a delle piccole (e amare) sorprese in tema di paternità della scoperta, con relativa amarezza, ma superato l’iniziale sconcerto, Vaira si rimette a peregrinare tra boschi e vallate.

Cinquant’anni, sposato, quattro figli, Franco Vaira tiene però a rimarcare un aspetto fondamentale del suo volontariato di archeologo d’antan: «Io sono sempre in contatto con le autorità come la Soprintendenza, alla quale segnalo tutto ciò che va segnalato».
Ricercatore e scopritore di molti graffiti preistorici, adora “fiutare” le piste e battere zolla su zolla il terreno della Montagna del sole per assaporare la sensazione della scoperta. «Solo quella - rimarca - il gusto intramontabile della scoperta». Così anche questa volta, ma il racconto lo ha fatto il suo compagno di avventura, l’architetto Raffaele Renzulli di Benevento, con una lettera alla «Gazzetta».

«Segnalo un probabile dolmen, diverse strutture megalitiche e alcune grotte nei pressi della confluenza tra valle Vignatiche, valle S. Angelo e Scannamugliera, ad est del “Tuppo la neve” nel Comune di Monte Sant’Angelo. Accompagnato dall’amico Franco Vaira e dalla presidente del club per l’Unesco di Monte Sant’Angelo, Silvia Di Iasio - scrive l’architetto - anche questa volta abbiamo visto alcuni ipogei, uno dei quali aveva la copertura a falsa volta con ingresso ad arco realizzato con conci molto rudimentali; questo ingresso dovrebbe essere analizzato molto attentamente da archeologi e studiosi. Scendendo più a valle, abbiamo visitato un enorme grotta a pianta ovale con graffiti sulle pareti e un grande ingresso ad arco quasi del tutto ostruito da un muro a secco. Scendendo ancora, camminamenti scavati nella roccia con coppelle o con grossi lastroni. Più a valle, una piccola roccia isolata con tre vasche intercomunicanti scolpite in essa, identica a quella nei pressi della “Grotta Vaira”. Sul lato opposto della vallata, un piccolo complesso dolmenico, composto da un dolmen con il megalite di copertura enorme, sostenuto da grossi ortostati. A pochi metri, grotte molto interessanti, all’ingresso di una, scolpita nella roccia, una vasca molto simile a quella scolpita nella “Grotta Vaira”».

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Commenti all'articolo

  • Lillino

    22 Aprile 2016 - 15:03

    Bravo! Sono un ambientalista, appassionato dell'archeologia e ricercatore di tracce di insediamenti umani preistorici nel territorio della provincia di Foggia dove vivo. Osservo il Gargano con google earth cercando di interpretare la sua storia e l'origine geologica e le modifiche dei suoi confini col mare, ma sopratutto mi interessano le sue gravine. Gradirei conoscerla. Nicola 3286424296

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