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inchiesta petrolio

Gemelli a Potenza dai pm
l'uomo chiave del «quartierino»
«Chiarirò ogni cosa»

I magistrati gli chiederanno conto anche di suoi interessi personali, che, partendo dal progetto Tempa Rossa della Total a Corleto Perticara (Potenza), hanno portato gli investigatori a seguirlo fino in Sicilia, ad Augusta, e altrove

l'ex ministra Guidi e il compagno  Gianluca Gemelli

POTENZA - Sconosciuto al grande pubblico fino al 31 marzo, Gianluca Gemelli - il compagno, o forse l’ex compagno dell’ex ministra dello Sviluppo economico, Federica Guidi - è diventato, suo malgrado, un personaggio noto «grazie» all’inchiesta sul petrolio in Basilicata. E così, domani mattina al palazzo di giustizia di Potenza, oltre ai pm che lo interrogheranno come persona indagata, lo attenderanno di certo anche numerosi giornalisti e cameramen, pronti a fare domande e a immortalarlo in video e foto.

Gli investigatori della Squadra mobile di Potenza, Gemelli, lo conoscono bene: per mesi hanno ascoltato le sue telefonate e, in diverse circostanze con le intercettazioni ambientali, pure le sue conversazioni con quelli che per il pool dei magistrati lucani compongono il «quartierino romano» (anche detto «clan» o «combriccola» del petrolio), un’associazione per delinquere.

Per la Procura della Repubblica di Potenza, Gemelli è la «chiave», il «trait d’union» di molte mosse del «quartierino», in particolare per gli affari al porto di Augusta (Siracusa). Ma i pm gli chiederanno conto anche di altri suoi interessi personali, che, partendo dal progetto Tempa Rossa della Total a Corleto Perticara (Potenza), hanno portato gli investigatori a seguirlo fino in Sicilia, ad Augusta, appunto, e altrove. Dalle informative della Polizia, infatti, sembra che Gemelli (da solo o con il «clan") volesse estendere ancor di più i suoi affari nel settore del petrolio. E, per farlo, ha spesso utilizzato il nome della Guidi, che, proprio in seguito alla divulgazione di un’ormai celebre intercettazione su un emendamento del Governo per Tempa Rossa, rassegnò le sue dimissioni la sera del 31 marzo scorso.
La Guidi è «persona offesa», mentre Gemelli è indagato nel filone «Tempa Rossa» e in quello siciliano. Per «Tempa Rossa», la Procura ne aveva chiesto l’arresto, richiesta non accolta dal gip. Per alcuni giorni, poi, si era parlato di un ricorso della stessa Procura per la mancata applicazione della misura cautelare, che però non è stato più presentato, anche in vista dell’interrogatorio di domani, che sarà svolto a sette giorni di distanza dall’arrivo nel palazzo di giustizia di via Nazario Sauro di un altro indagato noto, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi (capo di Stato maggiore della Marina).

Domani, inoltre, sempre a Potenza, con una conferenza stampa, si concluderà la missione di tre giorni in Basilicata della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Oggi, parlando del blocco del Centro oli di Viggiano (Potenza) dell’Eni, il presidente della Commissione, Alessandro Bratti (Pd), ha detto che «c'è uno stallo completo. Ma spero che tutti gli attori in campo, ognuno nelle sue responsabilità, abbiano il buon senso, la volontà di non arrivare a situazioni di tensioni sociali che poi non aiutano». (di Francesco Loscalzo, ANSA) 

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