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Giovedì 23 Novembre 2017 | 23:30

«blu economy»

Salone nautico al via a Bari
dopo 13 edizioni a Brindisi

Il Salone ospiterà, fino al 25 aprile, anche spazi ed eventi sulla portualità turistica, sulla sicurezza in mare e sugli sport acquatici

barche

BARI - «Cuore del motore della blu economy», la quattordicesima edizione del Salone nautico di Puglia ha aperto ufficialmente le porte questa mattina nella Fiera del Levante di Bari, dopo tredici edizioni a Brindisi, sbarcando nel capoluogo pugliese «che diventerà capitale dell’economia del mare».
Così il presidente del Salone nautico, Giuseppe Meo, ha dato il via all’esposizione di circa 200 imbarcazioni (150 a terra e 20 in mare di fronte alla Fiera), alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Bari, Antonio Decaro, del vicepresidente del Coni, Luciano Buonfiglio, del presidente della Lega navale italiana, ammiraglio Romano Sauro, e del presidente della Commissione consiliare sul Lavoro della Puglia, Alfonso Pisicchio.

Il Salone ospiterà, fino al 25 aprile, anche spazi ed eventi sulla portualità turistica, sulla sicurezza in mare e sugli sport acquatici. «Lo sport - ha detto Buonfiglio - rappresenta il 2% del pil nazionale» e «l'Italia si sta accorgendo che se nella squadra ognuno fa il suo dovere si vince». Per questo, ha evidenziato, «non dobbiamo lamentarci ma essere protagonisti attivi di eventi come questo che può diventare mondiale, e il Coni è al servizio di tutti voi».

Decaro ha rilevato che il Salone nautico a Bari «è una grande opportunità proprio perché è legato al mare che è il primo punto all’ordine del giorno nella nostra città: l’idea di ricostruire il rapporto tra Bari e il mare - ha aggiunto - è vincente. Per questo stiamo invertendo la rotta rispetto alla cesura col mare che c'è in alcuni punti della città».

Ricordando il referendum sulle trivellazioni di qualche giorno fa, Sauro ha sottolineato che «in Italia difetta ancora la cultura del mare, e questo rende difficile cogliere molte opportunità». Come quelle, ha concluso Pisicchio, che derivano dal fatto che il «settanta per cento del turismo nautico mondiale si concentra proprio nell’area del Mediterraneo».

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