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Una lite sull'eredità
Indagata ex senatrice e sorelle
per circonvenzione

Si tratta delle sorelle Licastro Scardino. Secondo il pm tutte e tre avrebbero estorto milioni, approfittato dello stato degli anziani genitori per indurli a sottoscrivere atti di donazione

Una lite sull'ereditàIndagata ex senatrice e sorelleper circonvenzione

di GIANFRANCO LATTANTE

LECCE - Tre sorelle indagate per un’eredità milionaria. Si tratta delle sorelle Licastro Scardino. Ora che la Procura ha concluso le indagini, si scopre che l’accusa di circonvenzione di incapace viene ipotizzata nei confronti di tutte e tre. Anche dell’ex senatrice di Forza Italia Simonetta Licastro Scardino, vedova di Pino Leccisi, leader della Democrazia cristiana degli anni Ottanta, che con la sua querela (presentata nel 2014) aveva messo in moto l’inchiesta. L’ex parlamentare, infatti, accusava le sorelle Valeria e Francesca di aver approfittato dello stato degli anziani genitori per indurli a sottoscrivere atti di donazione in loro favore.
Il fascicolo è finito sul tavolo del sostituto procuratore Carmen Ruggiero. La querela ha avuto come conseguenza l’iscrizione nel registro degli indagati dei nomi di Valeria e Francesca Licastro Scardino, entrambe residenti a Roma. Il passo successivo del magistrato è stato quello di disporre una doppia consulenza: ad un medico è stato chiesto di accertare lo stato di circonvenibilità degli anziani genitori, indicando anche a quando risale lo stato di infermità; agli ufficiali della sezione di pg della Guardia di Finanza presso la Procura (diretti dal colonnello Francesco Mazzotta) è stato chiesto, invece, di ricostruire le movimentazioni di denaro travasato dai conti degli anziani genitori a quelli delle figlie.

Le conclusioni degli accertamenti hanno permesso al pubblico ministero di contestare a tutte le sorelle il reato di circonvenzione di incapace. E tanto perché il medico non solo ha rilevato la deficienza psichica dei genitori, ma ha stabilito pure che lo stato di infermità era presente da diversi anni. Anche nel 2009,  quando sarebbero avvenute le donazioni a favore dell’ex senatrice.
Da qui la decisione del pm di indagare tutte le sorelle. A Simonetta Licastro Scardino si contesta di aver indotto i genitori a compiere una donazione di 672.182 euro, di cui 650mila mediante disposizione di giroconto a seguito di smobilizzo di fondi di investimento e 22mila mediante bonifico. Operazioni avvenute fra giugno e agosto 2009. Le altre due sorelle, invece, avrebbero beneficiato di donazioni pari a 902mila euro. Cinque bonifici (il primo di 44mila euro; il secondo 740mila; il terzo 60mila euro; il quarto 26mila; l’ultimo di 32mila) avrebbero permesso di far transitare le somme dal conto dei genitori a quello intestato alle due figlie. Dagli accertamenti in banca, svolti dalla Guardia di Finanza, è emerso che i bonifici sono avvenuti fra il 17 settembre 2009 e il 30 dicembre 2011.

L’avviso di conclusione non è certo una condanna anticipata. Al contrario, ora che le indagate sono venute a conoscenza delle accuse mosse nei loro confronti, potranno adottare una strategia difensiva per chiarire la propria posizione. Il provvedimento del magistrato è stato notificato nei giorni scorsi.

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