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furto d'identità

Proposte hard sui social
ma il profilo era falso

Sostituirsi sui social network ad una persona reale, creando un falso profilo, è punibile civilmente e penalmente. Per questa tipologia di reato la legge prevede la reclusione fino ad un anno ed è possibile procedere d’ufficio

facebook

di MIMMO MONGELLI

BRINDISI - Sui “suoi” profili presenti sui principali social network si descriveva come una donna assatanata di sesso, meglio se di gruppo. Quei profili, a cui era associato il suo nome e le sue fotografie, erano così veritieri che in più di un frangente si è vista avvicinare da uomini, che neanche conosceva, che le proponevano di avere rapporti sessuali “tradizionali” o di partecipare ad orge. Dopo che questo tipo di “approcci” sono diventati sempre più frequenti, alla donna è venuto il sospetto che qualcuno le stesse tirando un tiro mancino e, alla prima occasione utile, ha chiesto al corteggiatore – si fa per dire! – di turno il motivo di quelle avance così spinte. Potrà suonare strano, ma il più basito di fronte ad una simile domanda è rimasto proprio l’uomo: «Ma come – ha risposto –, dopo che su Facebook ti proponi per serate di esso sfrenato, con più uomini contemporaneamente, mi vieni a chiedere perché ti invito ad andare a letto?».

Arcano svelato: sui profili aperti sui social a suo nome la donna – si tratta di una 45enne ostunese – veniva indicata “quale persona disponibile a fare incontri sessuali in albergo con più uomini contemporaneamente”.
La donna ha sporto denuncia alle forze dell’ordine. A conclusione degli accertamenti, effettuati dalla Polizia postale su delega del sostituto procuratore della Repubblica Valeria Farina Valaori, a cui è stato affidato il fascicolo di indagine, il pm ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di A.A., 47 anni, ostunese. Il processo alla 47enne è iniziato nelle settimane scorse. La donna è imputata di sostituzione di persona (articolo 494 del Codice penale) e diffamazione (articolo 595 del Codine penale).

Facebook e Badoo: i profili della 45enne erano presenti sui due social più frequentati al mondo. Su fb, ad un profilo aperto con il suo nome e cognome, erano state associate alcune sue fotografie e l’indicazione di – citiamo testualmente quanto riportato nel decreto di rinvio a giudizio – “persona disponibile a fare incontri sessuali in albergo con più uomini contemporaneamente”. Su Badoo, in un profilo aperto a suo nome e a cui erano associate sue foto, erano pubblicati una serie di messaggi dal contenuto erotico. Su un altro profilo internet la 45enne veniva indicata “quale persona disponibile a fare incontri sessuali in albergo con più uomini contemporaneamente”.

De Andrè cantava: “…. Una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale come la freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca”. E’ proprio quello che è successo alla 45enne ostunese dopo che sui social sono comparsi i profili in cui “si” descriveva come un’autentica assatanata di sesso. In poco tempo la malcapitata si è vista “circondata” di uno stuolo di “ammiratori” che, letti i suoi messaggi, volevano passare dalla parole ai fatti. La vita della donna è diventata un inferno.

«L’imputata – si legge nella costituzione di parte civile a firma dell’avvocato Francesco Sabatelli –, costruendo due profili telematici fake, che però all’incolpevole frequentatore di determinati siti apparivano chiaramente riconducibili alla mia assistita (data l’immagine profilo e il nickname), ha inteso ledere l’immagine della stessa, facendola passare per una donna con un’indicibile passione per la vita sessuale promiscua e per le ammucchiate, facendo sì che la stessa, peraltro gravemente malata e con una situazione patrimoniale tutt’altro che florida se non disperata, vedesse lesa la sua immagine di donna affidabile e onesta, rendendole vana ogni ricerca di lavoro».
Ad una donna di facile costumi e che dice al mondo intero, attraverso i social network, che adora fare sesso di gruppo, nessuno offre un lavoro. Lo ha sperimentato sulla propria pelle, nel vero senso della parola, la 45enne ostunese che, pur essendo conosciuta da tutti come un gran lavoratrice, da quando si è fatta la fama di essere una insaziabile divoratrice di uomini «non ha più trovato uno straccio di impiego».

Quello che allo stato non è chiaro è il motivo che ha spinto A.A. a dipingere la 45enne, “utilizzando la linea adsl e i computer del compagno” come una macchina da sesso. La rivoluzione di Facebook ha creato una serie di duplicati digitali: i famosi fake o falsi profili. Non tutti sanno, però, che sostituirsi sui social network ad una persona reale, creando un falso profilo, è punibile civilmente e penalmente. Per questa tipologia di reato la legge prevede la reclusione fino ad un anno ed è possibile procedere d’ufficio.

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