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Barletta, guerra alle «lucciole»
fioccano le multe ai clienti

Funziona l'ordinanza del sindaco: finora una sessantina di verbali

Barletta, guerra alle «lucciole» fioccano le multe ai clienti

di Giuseppe Dimiccoli

BARLETTA - Quasi tutti farfugliano parole incomprensibili. Sembrano pentiti, forse. Molto sorpresi, sicuramente sì. Alcuni hanno gli occhi lucidi. Addirittura, un cliente molto giovane, con il viso tirato dice: «La ragazza mi ha chiesto solo dove fosse l’uscita della superstrada. Anzi, diglielo tu che lo sai meglio». È questa una piccola casistica delle innumerevoli e fantasiose giustificazioni che poliziotti, carabinieri e vigili urbani di Barletta si sono sentiti ripetere quando hanno contestato la violazione dell’ordinanza antiprostituzione (vigenza: un anno) firmata dal sindaco di Barletta Pasquale Cascella lo scorso 30 marzo, due anni dopo la precedente (rimasta in vigore per un mese) per tentare di ridimensionare il triste e brutto fenomeno della prostituzione lungo le complanari della città.

In realtà, tanto in via Callano, nella periferia Sud, quanto invia Foggia e da ultimo anche in via Andria con presenza di trans, il fenomeno continua ad essere ben visibile e remunerativo per chi lo sfrutta. Le ragazze, alcune delle quali molto giovani, continuano a mostrarsi quasi nude a tutte le ore del giorno e della notte. Si spingono molto spesso anche al centro della carreggiata per fermare le auto. Di sera poi accendono i classici fuochi, con quello che capita.

L’ordinanza sindacale, tuttavia, offre alle forze dell'ordine la possibilità di intervenire. E i clienti sembrano scoraggiati, se si considera che quando vengono «beccati» in flagrante covengono di pagare la somma di cinquecento euro tondi tondi senza battere ciglio. Ad oggi circa una sessantina i verbali elevati dagli uomini delle forze dell’ordine, che sottovoce fanno sapere che attendevano da tempo il provvedimento che permette loro di agire se non altro sul fronte della «domanda» di sesso a pagamento.

L’ordinanza pur non essendo un provvedimento che ha tolto le «nuove schiave» dalla strada riesce quanto meno a contenere il business illecito.

I servizi di controllo vengono effettuati tanto con macchine di ordinanza quanto con quelle civetta e gli uomini delle forze dell'ordine intervengono nel momento in cui notano che qualcuno contratta la prestazione sessuale, contestando appunto l'oggetto della ordinanza sindacale. Nell’ordinanza del sindaco Cascella è stato anche concordato con la Prefettura «di avviare, d'intesa con le associazioni attive nel territorio, una attività di sensibilizzazione pubblica e di contrasto del fenomeno della tratta degli esseri umani e persino di minori a tutela di quanti si ribellano allo sfruttamento da parte delle organizzazioni criminali».

twitter@peppedimiccoli

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