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serie b

Bari, non puoi sbagliare
col Como è una «finale»

Camplone: «Ora la squadra comincia ad assomigliare a me»

Bari, non puoi sbagliare  col Como è una «finale»

di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - I soldi del «commendator» (Datò) Noordin e il sospiro di sollievo di Gianluca Paparesta. In campo, però, non ci vanno le banconote e nemmeno gli azionisti. Allora è il momento giusto per resettare un po’ tutto. Le speranze, le ambizioni, i sogni. Tutto in un cassetto perché oggi si gioca. E, nonostante lo scarso appeal di un Como relegato in fondo alla classifica, anche quella di oggi pomeriggio va considerata una finale. Le vittorie hanno tutte lo stesso profumo e, soprattutto, lo stesso peso specifico.

Il Como, già. Quasi certamente sarà costretto a ripartire dalla Lega Pro, molto probabilmente uscirà sconfitto dalla sfida al «San Nicola ma venderà carissima la pelle. Squadra con evidenti limiti, a dirlo c’è la classifica, ma anche un gruppo con tanta dignità. I lariani combattono ancora con il coltello tra i denti, nessuno ha voglia di mollare. Insomma, al di là del punteggio ci sarà una partita da interpretare con lo spirito giusto. Servirà un Bari concentrato, prima di tutto. Che mostri slanci e, al tempo stesso, equilibri. Una squadra che attacchi con giudizio, evitando che i reparti perdano le necessarie distanze tra loro.

«La squadra sta assumendo mia mentalità, i ragazzi devono credere in quello che fanno», detta Camplone che evidentemente ha idee diverse rispetto alla sua prima conferenza stampa. Tre delle ultime quattro partite (Novara, Cesena, Livorno) raccontano di un Bari feroce nella gestione degli episodi. E anche di una squadra magari meno arrembante ma decisamente più concreta. Una squadra che non prova imbarazzo a tenere bassi i ritmi in attesa del momento giusto per colpire dall’alto di una qualità offensiva, e parliamo dei singoli, che in serie B poche squadre possono permettersi. Una grande squadra, d’altronde, non è solo quella che vince quando tutto fila per il verso giusto. Ma soprattutto quella che vince al culmine delle difficoltà, che sa gestire affanni e limiti. La vittoria che pesa di più è quella «sporca», mai quella che sfocia in goleada.

«Siamo contenti per questo nuovo ingresso, ma noi dobbiamo pensare al campo. Ci saranno grandi risorse e questo può rappresentare una grande mano d’aiuto per la società. Ma il Como non è un avversario da sottovalutare, giocano alla morte, mettono sotto tutti. Turnover? Vediamo, dietro c’è chi spinge, vedi Lazzari e Donati. Dobbiamo avere tutti al cento per cento. Abbiamo fatto una settimana di scarico. Ma una cosa è certa, la difesa non sarà toccata perché sta facendo abbastanza bene», l’analisi firmata da un Camplone che mostra grande realismo e grande intelligenza fiutando il pericolo dell’euforia.

«Il Como rispecchia la grinta di Cuoghi, corre tanto la squadra lariana - aggiunge il tecnico biancorosso - se dovessimo sentirci già la vittoria in tasca faremmo di sicuro una figuraccia. La classifica? È corta, se uno si ferma lo stop si sente. Soprattutto questa settimana sarebbe fondamentale vincere,anche se noi dobbiamo guardare solo in casa nostra».

«Maniero è un po’ acciaccato, stiamo recuperando De Luca - fa sapere Camplone - Qualcuno forse riposerà. Lo stadio deve darci il 30% in più. Con la tifoseria c’è feeling perché sono schietto e dico quello che penso. Dobbiamo stare attenti più all’euforia che ad altro, quando la testa è altrove la situazione può diventare pericolosa».

«Il terzo posto è prezioso,ma i playoff sono una lotteria e devi vedere come ci arrivi - conclude l’allenatore di origini pescaresi - se sei scarico, anche col terzo posto fai poco. Lazzari dall’inizio? Ora sta anche portando bene metterlo a gara in corso, può cambiare le gare uno con la sua qualità».

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