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Scandalo petrolio

Troppe patologie nella Val d'Agri»
Chieste indagini su acque e alimenti

Allarme non per i tumori, ma per altre malattie

Troppe patologie nella Val d'Agri» Chieste indagini su acque e alimenti

Più che l’attenzione ai tumori, bisogna alzare la soglia di monitoraggio di altre malattie e bene approfondire la situazione di alimenti e acque. Mentre la Procura di Potenza ha affidato ai carabinieri del Noe e a propri consulenti scientifici il compito di valutare l’eventualità di un’incidenza anomala di patologie, tumorali e non) collegate al possibile inquinamento da attività petrolifera e ha chiesto anche analisi su organismi viventi, bionidicatori e alimenti, un monito che appare esattamente in linea viene dall’Istituto Superiore di Sanità che, dai dati analizzati, spegne l’allarme sul petrolio ma alza il livello di attenzione per quel che riguarda altre patologie relativamente alla Val d’Agri.

«È degna di attenzione - scrivono i ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità in un report consegnato a febbraio alla Regione Basilicata - la situazione riguardante altre patologie non tumorali, ad eziologia multifattoriale, per le quali risultano, eccessi di mortalità e ospedalizzazioni rispetto all’intera Regione Basilicata».

Secondo le conclusioni dell’Iss - diffuse oggi nel corso di una conferenza alla Camera della commissione Ecomafie - «il profilo di salute dei residenti nelle aree interessate alla concessione estrattiva non sembra essere critico. L’analisi congiunta dei risultati dell’ospedalizzazione e della mortalità evidenzia una situazione che non si discosta da quella regionale per ciò che riguarda le patologie tumorali». Inoltre «anche l'analisi sui soli due comuni di Viggiano e Grumento Nova conferma quella riferita a tutta l’area interessata dalla concessione».

Nello studio si fa presente di «considerare le stime con grande cautela» per via della popolazione ristretta ma si fa presente come sia «necessario un approfondimento» sia su alimenti e acque sotterranee e superficiali sia sull'aspetto «sanitario valutando l'eventuale» possibilità di «indagini epidemiologiche». Un approfondimento sarebbe necessario, si afferma nello studio, «per comprendere se le concentrazioni rilevate degli inquinanti (organici ed inorganici) hanno la potenzialità di contaminare la catena alimentare per i prodotti coltivati nell’area» «anche se preliminare, non sembra evidenziare particolari criticità di carattere ambientale, in particolare per le concentrazioni del PM 2,5 (particolato fine, ndr) rilevate presso i centri abitati e per le concentrazioni dei metalli contenuti nel particolato sospeso. Le deposizioni atmosferiche sebbene non individuino criticità, evidenziano alcune variabilità stagionali con particolare riferimento ai contaminanti organici, che andrebbero approfondite per comprenderne l’origine».

In particolare, continua lo studio, «un approfondimento sarebbe necessario per comprendere le ragioni della variabilità stagionale del profilo dei contaminanti organici»; questo «per indagare le concentrazioni di fondo in aree verosimilmente imperturbate». Ed infine «per comprendere se le concentrazioni rilevate degli inquinanti (organici ed inorganici) hanno la potenzialità di contaminare la catena alimentare per i prodotti coltivati nell’area». [g.riv.]

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