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il «caso bisceglie»

Casa Divina Provvidenza
torna lo spettro degli esuberi

Nei servizi i sindacati temono un taglio occupazionale del sessanta per cento

Casa Divina Provvidenza torna lo spettro degli esuberi

di LUCA DE CEGLIA

BISCEGLIE - Si temono “tagli” occupazionali e si agitano alcuni sindacati aziendali della Casa della Divina Provvidenza a Bisceglie. Torna a far capolino lo “spettro” dell’esubero di unità lavorative?

È un “copione” noto nelle cronache dell’ultimo ventennio, che in diversi casi ha registrato dolorosi sacrifici tra pensionamenti anticipati e licenziamenti collettivi. In questi giorni l’attenzione, per l’impellente e costante esigenza di far quadrare i conti, si è spostata sui servizi forniti dall’esterno all’ente ecclesiastico (commissariato da Stato e Chiesa), in particolare quelli della ristorazione e della lavanderia, affidati a tre nuove ditte.

i sindacati I sindacati Cgil, Cisl, Uil Ugl ed Usppi subito ribadiscono: “il personale non si tocca ed i posti di lavoro vanno salvaguardati”.

Ma, sull’argomento in questione, a tranquillizzare tutti ed a spegnere l’eco delle proteste (mentre si vive un altro momento delicato che ha visto scoppiare lo scandalo dei maltrattamenti verso gli “ospiti” nella sede Casa della Divina Provvidenza di Potenza) è nuovamente il commissario straordinario della Casa della Divina Provvidenza, l’avv. Bartolo Cozzoli.

il commissario “Le ditte subentranti, che hanno presentato la migliore offerta, vantaggiosa per l’Ente in termini di risparmio forniranno i servizi di ristorazione e di pulizia per un anno, diversamente dal precedente appalto trentennale dell’Ambrosia Technologies – dice Cozzoli, commissario nominato dal ministero delle attività produttive per tentare di tirare fuori dal baratro la Casa della Divina Provvidenza – mentre per quel che concerne il personale ho chiesto che come clausola del nuovo contratto vi sia il mantenimento degli stessi livelli occupazionali di oggi”.

gli esuberi Invece, stando a quanto dichiarato in una nota dal segretario della Filcams Cgil Bari e Barletta, Andria, Trani, Mary Manocchio, nell’incontro tenutosi a Bisceglie con i “vertici” della ditta subentrante per i pasti, si sarebbe “lanciato” il dato del 60% di esubero di dipendenti. C’è stato il tempo, non molto remoto, in cui i panni sporchi (lenzuola, federe e biancheria in genere) dell’ex ospedale psichiatrico “don Uva” si lavavano in “Casa”.

Venne poi l’epoca della “riconversione” della struttura assistenziale fondata circa novant’anni fa ed i servizi di ristorazione furono esternalizzati. Soprattutto per risparmiare.

Più recentemente il relativo appalto di lunga durata che era stato affidato alla ditta Ambrosia Technologies, che vedeva l’impiego complessivo di 78 dipendenti (di cui 44 a Bisceglie), è stato revocato. Provvedimento che, com’è noto, fu causa della grave aggressione del commissario Cozzoli e del direttore amministrativo Paduanelli da parte di un folto gruppo di lavoratori facinorosi, che invase gli uffici della Casa della Divina Provvidenza.

l’inchiesta Sul caso è stata aperta un’inchiesta dalla magistratura ancora in corso. Dal 16 aprile quindi si apprestano a subentrare le nuove ditte fornitrici dei pasti, ovvero Cns di Bologna e Pastore di Bari, per un anno, rispettivamente nelle sedi di Foggia e Bisceglie e della ditta Multiservice a Potenza. Il coro sindacale di allarme è destinato ad affievolirsi?

“È inaccettabile il dato del 60% di esubero di lavoratori – insiste la Cgil - con la prospettiva della riduzione di ore lavorative, per tutti i dipendenti, senza mostrare calcoli e modalità sia di come si intende svolgere il servizio che di come è stato aggiudicato l’appalto”.

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