Cerca

Venerdì 17 Novembre 2017 | 22:22

Dopo i 54 licenziamenti

Bridgestone, no all'accordo
sindacale: s'incatenano operai

Ai lavoratori un incentivo pari a 65mila euro lordi, dei quali 15mila resteranno a disposizione dell’azienda fino a fine anno per l'eventuale ricollocamento in altra società

Bridgestone, no all'accordosindacale: s'incatenano operai

BARI - Si sono incatenati davanti ai cancelli della Bridgestone - che produce pneumatici nella zona industriale di Bari - alcuni dei 54 lavoratori licenziati venerdì scorso sulla base di un accordo siglato il 24 marzo da Regione Puglia, Città metropolitana, azienda e sindacati, dopo le intese raggiunte al Mise. Gli ex operai, lanciando un appello alle istituzioni perché intervengano, chiedono all’azienda di fare un passo indietro.

«Ci hanno consegnato la lettera di licenziamento direttamente in azienda tre giorni fa, mentre lavoravamo, con l'unica motivazione di esuberi» ha detto Lorenzo Marzulli, Rsu ed ex operaio Bridgestone. I 54 licenziamenti, gli ultimi in ordine di tempo decisi dall’azienda dal 2013 (più di 350 in totale), sono la conseguenza dell’accordo sindacale firmato lo scorso 24 marzo. L’accordo prevede che i 54 lavoratori abbiano un incentivo pari a 65mila euro lordi, dei quali 15mila resteranno a disposizione dell’azienda fino a fine anno per l'eventuale ricollocamento in altra società. Quello che gli operai chiedono oggi manifestando, però, è di rivedere quell'accordo. Gli ex operai, che hanno anche bloccato la strada della zona industriale di Bari su cui si affaccia lo stabilimento Bridgestone, si dicono pronti a «lottare contro le multinazionali che usufruiscono di denaro pubblico, trivellano il mare e trivellano il futuro dei lavoratori per fare profitto».

«L'azienda ha cacciato gli operai dalla fabbrica, accompagnandoli alla porta come rifiuti» ha detto Michele Rizzi di Alternativa Comunista, che sostiene i lavoratori nella protesta e sta organizzando una «mobilitazione generale del mondo del lavoro che chiami a raccolta tutti i lavoratori delle aziende che hanno in corso vertenze», sottolineando che «le istituzioni sono ugualmente colpevoli di firmare accordi sulla pelle dei lavoratori».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione