Cerca

I nodi dell'acciaio

Ilva, si avvicina l'ora delle offerte
verso la cessione di giugno

Dopo aver visto impianti e conti, i potenziali acquirenti sono chiamati a dichiararsi

Ilva, si avvicina l'ora delle offerteverso la cessione di giugno

Si chiude a metà mese la fase di due diligence per l'acquisizione delle otto aziende del gruppo Ilva in amministrazione straordinaria, fra cui la stessa Ilva con gli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure. Da dopo metà febbraio ad oggi, gli esponenti delle 25 società che hanno manifestato interesse ad acquisire gli asset Ilva messi sul mercato, hanno visitato i singoli complessi produttivi ma anche esaminato i conti e la situazione economica delle aziende. A condurli in visita sugli impianti del siderurgico di Taranto, sono stati i dirigenti delle varie aree, il direttore dello stabilimento, Ruggero Cola, e Marco Pucci per conto della struttura commissariale. Una ricognizione diretta in modo da acquisire tutte le informazioni che porteranno poi i potenziali acquirenti ad avanzare la loro offerta economica all'amministrazione straordinaria che oggi guida le aziende in fase di cessione. Quest’ultima, in base alla legge del febbraio scorso, dovrà avvenire entro fine giugno, nel senso che entro il 30 giugno dovrà essere individuato il compratore. I trasferimenti potranno poi essere completati dai commissari nell'arco massimo di quattro anni. L'acquisizione, recita il bando, sarà in fitto o concessione in fitto con opzione di acquisto. Le candidature pervenute per l'Ilva erano 29 alla scadenza dei termini del bando, il 10 febbraio scorso, ma l'immediata selezione le ha poi ristrette a 25 e di queste 12 puntano all'intero gruppo e 13 solo alle controllate, cioè a singoli e specifici asset. Il gruppo siderurgico Riva, tutt'ora formale proprietario delle aziende messe sul mercato, ha intanto impugnato legalmente tutta la procedura di cessione parlando di «esproprio». Mentre l’altro ieri, al termine della visita compiuta ai vari stabilimenti, tra cui Taranto, Antonio Marcegaglia, ad dell’omonimo gruppo siderurgico, ha dichiarato: «L’impressione ricavata è stata sicuramente positiva. Gli stabilimenti sono ben tenuti e li abbiamo visti in condizioni più che discrete. Sicuramente ci sarà bisogno di un intervento profondo per riportare l’Ilva su livelli di equilibrio economico».

«Nella fase che si aprirà subito dopo la formale chiusura della due diligence, ci concentreremo sulle manifestazioni di interesse che riguardano l'intero compendio aziendale», si apprende intanto da fonti dell'Ilva in relazione all'andamento delle procedure di cessione. In sostanza, i commissari dell'Ilva, Gnudi, Carrubba e Laghi, si muoveranno seguendo i criteri di priorità già fissati dal Governo, per il quale si deve a anzitutto cercare di mantenere l'Ilva nella sua dimensione unitaria, ovvero così come è oggi il gruppo, con i suoi 16mila dipendenti circa, di cui 11mila a Taranto. Altre priorità del Governo, sono poi il risanamento ambientale degli impianti di Taranto, il mantenimento della produzione unitamente al rilancio industriale, e la tutela dei posti di lavoro. «Ci concentreremo su chi punta all'intero compendio aziendale - osservano le fonti Ilva - facendo eventualmente rientrare in gioco in un secondo momento chi invece è interessato all'acquisizione di singole parti del gruppo». Dopo aver manifestato interesse all'Ilva, adesso i potenziali acquirenti devono esplicitarlo nel concreto attraverso la loro offerta economica. Il meccanismo del bando lanciato ai primi di gennaio scorso prevede che ricevuta l'offerta dai potenziali compratori, ci siano una o più fasi di rilancio per arrivare poi alla negoziazione in esclusiva con chi i commissari dell'Ilva riterranno il migliore offerente. Fase, questa, che prevedibilmente impegnerà la seconda metà di aprile, tutto il mese di maggio e parte di giugno in vista del rush finale. Le fonti dell'azienda osservano che interessate all’intero gruppo Ilva sono le realtà societarie più grandi e strutturate, italiane e straniere, «cioè quelle che sin dall'inizio della procedura sono state ritenute come le meglio piazzate nell'acquisizione». E quindi gli italiani Marcegaglia e Arvedi e gli stranieri Arcelor Mittal (anglo-indiani) ed Erdemir (turchi).

Per quanto riguarda poi la relazione della Commissione Europea, che avrebbe giudicato ammissibili - e quindi non soggetti alla procedura prevista per gli aiuti di Stato vietati dall'Unione -, solo i finanziamenti pubblici accordati all'Ilva, anche con delle leggi, per il risanamento ambientale, le fonti aziendali osservano che «quella è la relazione su cui la Commissione ha cominciato a lavorare due mesi fa. Un testo iniziale, non un verdetto conclusivo. E da allora ad oggi il Governo ha mosso i suoi passi verso la Ue. C’è stato - aggiungono le fonti - un impegno molto forte a partire dalla struttura che fa capo al sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi. E che il dialogo con la Commissione Europea stia andando avanti, lo dimostra anche un particolare: nel caso di acclarato riconoscimento degli aiuti di Stato e quindi dell'infrazione, la Commissione ha anche il potere di adottare, immediatamente, misure interdittive, cioè di sospendere i finanziamenti. Cosa che per l'Ilva non è accaduta e questo appunto fa capire come l'approfondimento del dossier tra Roma e Bruxelles stia proseguendo».[domenico palmiotti]

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400