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Venerdì 17 Novembre 2017 | 20:14

innovazione

Banda larga, al via gare
Bari città in prima fila

«E' arrivato il futuro, anche in Italia. La scommessa vera è riuscire a farne un’occasione non solo per pochi addetti ai lavori ma per le persone»

banda larga

ROMA - «Il 29 aprile, giorno in cui abbiamo organizzato un grande evento per i 30 anni di internet centrato su Pisa, partiranno le prima gare per i cluster C e D, dove gli operatori faranno la gara e vinca il migliore». Lo ha detto il premier Matteo Renzi alla presentazione del piano sulla banda larga. Renzi ha spiegato che al contrario «le aree A e B sono aree dove il mercato la fa da padrone e i singoli operatori possono intervenire».
«A maggio saranno pronti i primi abbonamenti a Perugia», ha aggiunto il presidente del Consiglio, spiegando che le prime cinque città capoluogo in cui parte il progetto presentato oggi sono Perugia, Bari, Venezia, Catania, Cagliari.

«E' arrivato il futuro, anche in Italia. La scommessa vera è riuscire a farne un’occasione non solo per pochi addetti ai lavori ma per le persone. Perché la vera banda larga cambia la vita delle persone, porta un totale sconvolgimento e capovolgimento del fronte nel rapporto tra cittadini e amministrazione e informazione», ha sottolineato il premier. «Le aziende ormai non chiedono più dov'è il casello stradale ma dov'è la connessione».

Sulla banda larga «c'è un fondo dello Stato con 4,9mld del Cipe. 3,5 già stanziati, di cui 2,2 già andati ad aree che non sono di interesse di mercato».

«Dopo le prime cinque città (Catania, Cagliari, Perugia, Bari e Venezia) metteremo in pista altre cinque: Firenze, Genova, Napoli, Palermo e Padova da questo autunno», ha spiegato nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, l’ad di Enel Francesco Starace. «La nostra rete - ha poi aggiunto Starace - non è in concorrenza con quella di nessuno». Per quanto riguarda per esempio il caso di Bari, Starace ha spiegato che non c'è sovrapposizione, perché «la fibra di Telecom non arriva fino alla casa. Noi andiamo a mettere il collegamento dove non c'è, vale a dire che la prenderemo fin dove è arrivata e la porteremo dentro le case».

Ripercorrendo la storia di questa nuova avventura nelle tlc, Starace ha ricordato che l’Enel «ha studiato per mesi e mesi e ha creato Enel Open Fiber», anche per replicare l’esperienza italiana in altri Paesi. «Abbiamo dialogato con tutti gli operatori e con Vodafone e Wind c'è stato un confronto duro, serio e professionale, che si è concluso con un’intesa importante, per un discorso concreto in 224 città». Si tratta di quelle, ha spiegato ancora Starace, in cui l’Enel ha la rete di distribuzione e che sono comprese nelle aree A e B.
Dopo le prime cinque città sarà la volta di altre cinque e, poi, ci sarà «un secondo giro di 40».

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