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Giovedì 23 Novembre 2017 | 19:32

Trasporto pubblico

Sciopero dell'Amtab
rischio paralisi a Bari

L'azienda ancora sotto pressione. Sindacati convocati d'urgenza: stamattina l'incontro

Sciopero dell'Amtab  rischio paralisi a Bari

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - I sindacati tornano all’attacco proclamando uno sciopero di 24 ore. E l’azienda li convoca d’urgenza, già questa mattina alle 10.30, per scongiurare la paralisi del servizio. Domani potrebbe essere un venerdì nero per il trasporto pubblico locale dell’Amtab a causa della nuova agitazione indetta da tutte le sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Ugl e Cisal. Niente pullman e bus navetta dei park and ride (con parcheggi quindi incustoditi); i servizi minimi saranno garantiti solo nelle fasce orarie 5.30-8.30 e 12.30-15.30.

Da diversi mesi è ormai in corso il braccio di ferro: autisti e personale di esercizio non ci stanno alle nuove disposizioni aziendali, entrate unilateralmente in vigore dal primo marzo in assenza di un accordo tra le parti, che penalizzano permessi sindacali, della legge 104 e malattie brevi, scoraggiati con l’erogazione nei fine settimana e nei festivi dei buoni pasto. Sui quali non c’è intesa nemmeno sugli importi: l’azienda propone diversi tagli calibrati sui turni, mentre i lavoratori rilanciano più equità di trattamento. Ma il vero nodo di scontro è soprattutto l’indennità di evitato sinistro non percepita più dai conducenti e che in soldoni, secondo i sindacati, si traduce in una decurtazione mensile in busta paga di circa 46 euro, che salgono a 70 considerando altri voci di indennità eliminate. Non da meno le questioni dei permessi sindacali - il lavoratore che li utilizza non percepisce né il trattamento aziendale, né il buono pasto – e il blocco dei trattamenti di progressione per i nuovi assunti. Insomma, la tensione è palpabile in un clima già non facile per l’azienda, tra inchieste della magistratura e mancata attuazione del piano di rilancio (con la politica che litiga ma senza trovare soluzioni concrete).

«Cercheremo di arrivare a una possibile mediazione, le lancette dell’orologio dovranno ripartire da zero. Ho convocato i sindacati anche su esplicita richiesta del sindaco Decaro» spiega il direttore generale dell’Amtab, Francesco Lucibello, artefice di questo pacchetto di misure che stanno facendo infuriare gli autisti e che produrranno i primi effetti nelle buste paga di fine mese. Ma i margini per una mediazione sembrano comunque esserci. «Ascolteremo le proposte dell’azienda, ma chiediamo aperture concrete. Già a fine febbraio abbiamo scioperato per gli stessi motivi e senza ricevere risposte» spiega Vincenzo Lomoro della Cisl. Per Aldo Pugliese segretario generale della Uil Puglia Bari-Bat occorre invece che «il socio unico il Comune attivi un confronto serio e serrato con le organizzazioni rappresentative perché solo un ragionamento serio può convincere tutte le parti a trovare una soluzione condivisa per il bene dell’azienda».

Il sindaco Decaro intanto rilancia il suo piano di risanamento dell’Amtab illustrato due sere fa in consiglio comunale. Nel 2015 l’azienda ha garantito corse nell’85 per cento dei casi e con una puntualità di orario pari a circa il 66 per cento, rispetto al desolante 28 per cento del 2014. Bene anche il numero dei passeggeri, incrementato, complice la crisi, di 6milioni e 100mila rispetto agli obiettivi 2015, e l’aumento del numero dei mezzi in circolazione, passato da 119 a 130 vetture, anche grazie all’acquisto di dodici mezzi nuovi e di venticinque usati. Via libera anche ai costi delle spese di manutenzione, scesi a 700mila euro rispetto ai 938mila del 2014 e al milione e 100 del 2013, e alla lotta ai portoghesi che nei primi tre mesi dell’anno ha prodotto 2.969 sanzioni e la corsa all’acquisto dei ticket ordinari da un euro, con un incremento delle vendite del 28 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Giro di vite anche sull’assenteismo con 3328 giornate in meno di mancata presenza sul posto di lavoro. Il futuro dell’Amtab sono invece la riorganizzazione del trasporto in 23 linee, l’istituzione di circolari di quartiere, l’eliminazione del capolinea di piazza Moro che diventerà una fermata «veloce» e l’arrivo entro fine anno di 50 autobus nuovi di zecca. Chissà se tutto questo servirà a convincere lavoratori e passeggeri.

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