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Brindisi

Omicidi di mafia
tre ergastoli, una assoluzione

L'inchiesta riguardava dieci tra omicidi e tentati omicidi compiuti da esponenti Scu nel Brindisino dagli anni Novanta a oggi

giustizia, tribunale

BRINDISI - Tre ergastoli, un’assoluzione piena, una parziale e una condanna a 11 anni di reclusione sono stati decisi dalla Corte d’Assise di Brindisi, dopo nove ore di camera di consiglio, al termine di un processo con rito ordinario che nasce da un’inchiesta su dieci tra omicidi e tentati omicidi compiuti da esponenti Scu nel Brindisino dagli anni Novanta a oggi.

Sono stati condannati al carcere a vita il boss Francesco Campana, Carlo Gagliardi e Carlo Cantanna. Condannato a 11 anni il pentito Ercole Penna. Assolto dall’accusa di un ferimento, quello di Vincenzo Greco, Ronzino De Nitto, ritenuto il braccio destro di Campana che pure è stato assolto per quel capo di imputazione. Tra i delitti in questione c'è quello di Antonio D’Amico, il fratello del collaboratore di giustizia Massimo D’Amico che fu eseguito il 9 settembre 2001 a Brindisi, nei pressi della diga di Punta Riso. Il pentito, soprannominato Uomo Tigre, si è costituito parte civile e ha ottenuto un euro di risarcimento del danno, come richiesto. Altri 13 imputati stanno affrontando il secondo grado del processo che si è svolto con rito abbreviato. 

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