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Venerdì 24 Novembre 2017 | 23:23

il rapporto Ricerca, «incoronato» il Politecnico di Bari

la classifica di u-multirank L'unico a conquistare il massimo coefficiente di merito tra gli italiani

il rapporto Ricerca, «incoronato» il Politecnico di Bari

Il rettore Eugenio Di Sciascio

di Antonella Fanizzi

BARI - Meglio della Bocconi, del Politecnico di Milano e di quello di Trento. Il Politecnico di Bari svetta in testa alla classifica delle «università top» per i risultati conseguiti nel campo della ricerca. A dare i voti agli atenei non soltanto dell’Italia, ma di 90 Paesi del mondo, è lo U-Multirank, un sistema di classificazione che esamina ogni università che ha aderito volontariamente all'iniziativa.

Su 1.300 atenei, quelli italiani che hanno richiesto la registrazione e che hanno comunicato i dati sono 44. Il progetto voluto e finanziato dall’Unione europea, e coordinato dal Centre for higher education in Germania, stila le graduatorie sulla base di trenta indicatori raggruppati in cinque grandi aree: insegnamento e apprendimento, coinvolgimento dei territori, trasferimento delle conoscenze, internazionalizzazione, ricerca.

Le valutazioni vanno da «A» (molto buono) a «E» (scarso). In questa maniera emergono punti di forza e di debolezza per ogni istituzione. Si scopre così che molte università italiane si piazzano bene su alcuni settori. È il caso della Bocconi, dell'Imt Lucca, di Trento, del Politecnico di Milano ma soprattutto di quello di Bari, autentica eccellenza del mondo della ricerca con votazioni non dissimili dagli ormai noti colossi americani e inglesi dell’alta istruzione post diploma. Per la ricerca il Politecnico di Bari conquista cinque «A», Milano e Trento appena tre.

Nonostante il risultato, il rettore Eugenio Di Sciascio non esulta: «Per ragioni di coerenza - dice - preferiamo non entusiasmarci troppo, così come non ce la prendiamo più di tanto quando, al contrario, spuntano classifiche che ci maltrattano. Questi risultati ci fanno piacere, perché la fonte è attendibile e i criteri di giudizio utilizzati sono piuttosto eterogenei. In particolare, U-Multirank valuta il coinvolgimento dei territori e il trasferimento delle conoscenze, che sono temi decisivi per l’università pubblica in questo momento storico. Il sottofinanziamento del sistema universitario, nel meccanismo di valutazione nazionale, e la conseguente assegnazione di risorse, impone agli atenei statali di sviluppare, oggi più che mai, capacità di attrarre finanziamenti».

Di Sciascio sottolinea: «I Politecnici, in particolare, sono chiamati a una strategia di sempre più stretta collaborazione con le imprese attraverso i laboratori pubblico/privato. Il nostro Politecnico ha avviato e sta potenziando i laboratori con Avio Aero o con Bosch, aziende spin off che servono a mettere a frutto i risultati della ricerca, come il caso, recentissimo, di "In Oleo veritas", un sistema innovativo di tracciabilità dell’olio di oliva, e corsi di laurea sempre più in linea con il mercato del lavoro. Parte il prossimo anno Ingegneria dei sistemi medicali, richiesto dalle aziende e sviluppato insieme a queste».

Il rettore conclude: «Al di là delle classifiche, abbiamo ben chiaro quale sia la strada da seguire per garantire al nostro territorio un’Università che non produca laureati, ma professionisti. Lo confermano, ancora una volta, le scelte operate dal nostro consiglio di amministrazione, che ha varato 4 nuovi posti per professori ordinari, 4 per associati e 3 per i ricercatori, tutti profili di altissimo livello scientifico».

Il Politecnico di Bari conta 10.800 iscritti, di cui il 32% donne. È la seconda università d’Italia, dopo Pavia, per numero di immatricolati, con una crescita pari al 19%. Nel 2014 il 75% dei laureati, a un anno dal conseguimento del titolo, ha trovato un lavoro (la media nazionale si attesta sul 68,7%, così come monitorato dal consorzio Almalaurea). Innovazione è la parola d’ordine: fra il 2011 e il 2013 sono stati depositati 14 brevetti e al 31 dicembre 2015 risultano attivi 64 assegni di ricerca.

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