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giallo a manfredonia

Picchiato ed ucciso
con una fucilata al petto

La vittima aveva un appuntamento con un amico nei pressi del commissariato di polizia. Pochi minuti prima dell’incontro lo ha chiamato per telefono due volte chiedendo un’ambulanza

Nicola Di Tullo

Nicola Di Tullo

MANFREDONIA (FOGGIA) - Due telefonate all’amico, poi scompare. Il suo corpo è stato trovato ieri sera a tarda ora nelle campagne del foggiano: è stato ucciso con un colpo di fucile che lo ha raggiunto tra il torace e un fianco. E prima sarebbe stato picchiato con violenza, al volto e alla testa. E’ giallo sulla morte di Nicola Di Tullo, il muratore 46enne di Manfredonia che era scomparso da casa sabato pomeriggio.

Il suo cadavere è stato trovato dai carabinieri di Foggia ieri sera: era incastrato all’interno di una intercapedine all’esterno di un casolare abbandonato in località Miscillo, lungo la strada per San Giovanni Rotondo. A recuperarlo sono stati i vigili del fuoco del locale distaccamento. Probabilmente l’uomo è stato ucciso altrove e il suo cadavere è stato poi trasportato nel luogo del ritrovamento.

Dell’uomo, separato con figli, si erano perse le tracce nel primo pomeriggio di sabato scorso: Di Tullo aveva un appuntamento con un amico, nei pressi del commissariato di polizia. Pochi minuti prima dell’orario stabilito per l'incontro, il muratore ha chiamato l’amico con il cellulare: la prima volta ha chiesto un’ambulanza, la seconda volta ha detto che era necessario chiamare i carabinieri. Il cellulare dell’uomo subito dopo è risultato irraggiungibile. Il padre del 46enne, preoccupato per la sua assenza e per il fatto che il figlio non rispondeva più al cellulare, ha presentato denuncia di scomparsa presso gli uffici del commissariato di Manfredonia.

L’uomo - è stato accertato da un primo esame del cadavere compiuto dal medico legale - è stato ucciso con un colpo di fucile caricato a pallini, dopo essere stato picchiato e colpito alla testa e al volto con un oggetto che non è stato ancora ritrovato.

Le indagini di polizia e carabinieri sono coordinate dalla Procura di Foggia. Gli agenti stanno sentendo diverse persone, tra amici e parenti della vittima. I carabinieri hanno escluso sin da subito un movente legato alla criminalità organizzata e piuttosto propendono per una pista di natura personale, forse passionale. Nel 2007 Di Tullio fu accusato, insieme con altre persone, di estorsione nei confronti di un imprenditore e poi fu assolto con formula piena. Nel 2014 venne arrestato per stalking nei confronti della sua ex moglie. Ha patteggiato ed è stato condannato ad un anno di reclusione. Il legale della famiglia del muratore ha lanciato un appello affinchè chi ha visto Nicola Di Tullo poco prima della scomparsa si metta in contatto con gli investigatori per dare eventuali indicazioni utili alle indagini.

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