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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 19:39

acquaviva

«È terribile avere
il capolinea degli autobus
proprio sotto casa mia»

La tortura, a sentire gli anziani fratelli Plantamura, inizia tutti i giorni alle 5 di mattina e finisce alle 22. In media, ogni giorno i pullman stazionano sotto casa almeno 15 volte

fermata autobus ad Acquaviva

di ANNA LARATO

ACQUAVIVA DELLE FONTI - «Io non mollo, finchè non otterrò l’abolizione della fermata dei pullman davanti a casa mia. Non ne posso più, non si può avere tutta questa confusione davanti alla propria abitazione. L’indifferenza istituzionale è davvero insopportabile di fronte al nostro dramma familiare. Non mi danno ascolto, si dimostrano sordi di fronte a qualsiasi richiesta».
È esasperato e deluso Luigi Plantamura, detto «Mest Arcangel», ultrasettantenne, che chiede a gran voce alle istituzioni di spostare il capolinea dei bus da sotto casa.
La sua storia comincia circa 5 anni fa. Da quando l’amministrazione comunale di allora dispose di piazzare il capolinea dei bus proprio davanti alla sua abitazione, in piazza John Fitzgerald Kennedy 5. Una casa che divide con le due anziane sorelle, Ersilia, di 84 anni, disabile, e Mary, di due anni più giovane, in ossigenoterapia.

«Non riesco a venire a capo del problema. Ho qui con me tutto il lungo carteggio di questa annosa situazione. Abbiamo sotto casa il capolinea di pullman pubblici ma anche di aziende private. Questo scenario - continua Plantamura - arreca grande disturbo alla mia famiglia poichè durante la sosta i mezzi restano accesi e ne consegue l’esalazione di veleni oltre a un pesante e stressante inquinamento acustico».
Quale la proposta? «Credo che vi sia la possibilità di spostare il capolinea, magari - afferma - alla stazione ferroviaria. Sto eseguendo dei lavori per rendere abitabili alcuni locali a piano terra, per mia sorella disabile. Ma anche la richiesta di realizzazione di rampe per disabili mi è stata respinta, così come mi è stata negata la richiesta per il posto auto sotto casa. Insomma, nulla di nulla».

Il signor Plantamura è un fiume in piena: «La fermata dell’autobus sotto il mio portone - ribadisce - provoca notevoli inconvenienti. Gli utenti si riparano dal freddo, dalla pioggia o dalla calura estiva davanti all’ingresso usandolo come fosse una sala d’aspetto, lasciandoci come “ricordi“ cicche di sigarette, lattine e cartacce. E poi molto spesso devo chiedere il permesso per entrare nel mio portone». Per non parlare poi dei danni alla salute, come sottolinea la sorella Mary: «Altro che Acquaviva bellissima. Qui è a rischio la nostra salute, già precaria, a causa dei gas di scarico dei bus. Io sono cardiopatica e soffro complicazioni a livello respiratorio».
La tortura, a sentire gli anziani fratelli Plantamura, inizia tutti i giorni alle 5 di mattina e finisce alle 22. In media, ogni giorno i bus stazionano sotto casa almeno 15 volte.

La signora Mary si sfoga: «Oltre sei mesi fa ho incontrato il sindaco Davide Carlucci e gli ho esposto il problema. Ma ad oggi tutto rimane tale e quale, anche se devo ammettere che forse la decisione non spetta esclusivamente a lui. Avevo anche chiesto il parcheggio riservato ai diversamente abili ma anche questo ci è stato negato. Credo che a nessuno piacerebbe trovare un autobus piazzato davanti all’uscio di casa. Poi, se devo uscire in fretta, che cosa devo fare? Aspettare che scatti l’orario della partenza? La situazione che si è creata va cambiata. E subito anche. Il mio appello è rivolto a tutte le istituzioni competenti e anche al Ministero delle infrastrutture e all’Azienda sanitaria locale».

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Commenti all'articolo

  • rossini

    06 Aprile 2016 - 11:11

    Si tratta di tre poveri anziani malati. Che ci vuole ad accontentarli? E se proprio non si può, caro Sindaco di Acquaviva, perché non ci fa conoscere i motivi tramite la Gazzetta? Dal rispetto che si riserva ai vecchi si misura la civiltà di una società.

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