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volontariato

Ciccio novello Eraclio
a difesa dei mici barlettani

«Il volontariato attivo è una vocazione, un lavoro non retribuito che ti ripaga con una moneta dal valore immenso»

ciccio calabrese

di RITA SCHENA

BARI - «Cinque minuti, per favore, sto finendo di dar la poppata ai cuccioli». Riuscire a parlare con Ciccio Calabrese è complicato, perché ha sempre molto poco tempo a disposizione e tanti piccoli da dover accudire. Ciccio a Barletta è un personaggio piuttosto noto, almeno tra chi ama i felini, è un «gattaro» piuttosto combattivo tanto che è definito anche «il guerriero», una sorta di Eraclio che vigila sui mici di Barletta. «Non esageriamo – si schernisce ridendo – io cerco di far qualcosa per degli animali magnifici, ma spesso vengo sopraffatto come in questo periodo: siamo in piena emergenza cucciolate, nel senso che troviamo cuccioli appena nati e strappati alle madri, e per cercare di farli sopravvivere facciamo i salti mortali».
Ciccio con altre volontarie usa molto facebook per cercare continuamente di allargare la rete di sostegno, trovare mamme umane e gatte per affidare i tanti mici orfani.

Ma quanti gatti gestisci? «In casa con me ne ho 4 di miei – racconta Ciccio – più altri 4 cuccioli ed un gatto disabile. Inoltre seguiamo almeno tre colonie feline con circa 25 randagi».
I cuccioli hanno necessità di cure costanti, come ogni neonato mangiano ogni tre ore, devono essere tenuti al caldo e coccolati... «Io non faccio il “gattaro” di professione – spiega Ciccio – collaboro nel bar dei miei genitori, quindi ho già un lavoro piuttosto impegnativo, ma il sacrificio non mi pesa. La sera giriamo per capire se le colonie stanno bene, portiamo cibo cercando di tenere sempre pulito, teniamo sotto controllo le nascite cercando di sterilizzare le gatte randagie. Il tempo “libero” che mi resta è talmente poco che non riesco a farmi fare un taglio di capelli...».
Il randagismo è un problema che molti comuni non riescono a gestire, spesso il volontariato supplisce quello che la mancanza di fondi pubblici non riesce a tamponare.

«Sa perché mi chiamano “il guerriero”? Perché quando ho iniziato ad occuparmi di mici raccogliendo quelli incidentati o bisognosi di cure, non riuscivo a trovare nessun ente disposto ad aiutarmi: allora ho letteralmente inondato gli uffici preposti con raccomandate di esposti. Alla fine sono riuscito ad ottenere qualcosa. Ora se un cittadino trova un gatto incidentato per strada chiama la polizia municipale e i vigili allertano un centro di Corato aperto 24 ore su 24, e i veterinari intervengono per prendere in carico l'animale ferito. Siamo in contatto con la Asl di Barletta per le sterilizzazioni e proprio poco fa il Comune mi ha fatto sapere che forse riescono a consegnarci croccantini da distribuire. Purtroppo le emergenze che il Comune deve gestire sono tante, famiglie senza casa, persone senza lavoro e capisco perfettamente che aver cura dei gatti randagi è sicuramente in fondo alla lista, ma anche solo un sacco di croccantini può fare la differenza».

L'entusiasmo di Ciccio è contagioso, si capisce che dietro c'è un grande amore per la vita nel senso più ampio del termine; un ragazzo di 26 anni che ha scelto di non voltarsi dall'altra parte dinanzi a due occhi che soffrono.
«Il volontariato attivo è una vocazione, un lavoro non retribuito che ti ripaga con una moneta dal valore immenso e poi io mi diverto. Ad esempio? Costruiamo cucce di polistirolo per i gatti delle nostre colonie. Ho iniziato seguendo i suggerimenti della mia amica Tiziana e copiando quanto fanno negli Stati Uniti. Riciclo i tanti contenitori che mi arrivano dai fornitori del bar e abbiamo anche richieste di privati cittadini che ce le chiedono per i loro mici in giardino, così ora le confeziono anche in colori diversi, tagliando l'apertura a forma di testa di gatto. 

Per Barletta si possono vedere queste scatole di polistirolo con una targhetta “realizzate da i felini di Barletta”, un progetto di civiltà e che ora sta monitorando e censendo tutte le colonie feline della città. Ma purtroppo c'è anche chi è mosso dalla cattiveria gratuita: in questo periodo di cucciolate c'è chi si “diverte” a rubare queste cucce con i piccoli appena nati ancora dentro, probabilmente per ucciderli. «Viviamo in un mondo dove l'egoismo è totalizzante – dice Ciccio con tono addolorato – io cerco di spiegare ai miei amici che invece far qualcosa di bello per gli altri, per i più deboli, ricarica la vita di positività».

Si può contattare Ciccio attraverso la sua pagina facebook e scoprire così tante storie di mici che cercano aiuto, come Hope che investita ha perso le zampe posteriori. «Hope è una storia a lieto fine. Ora è ricoverata ad Andria in un centro veterinario, ma abbiamo già una mamma umana che ha chiesto di adottarla».

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