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Con cimici e apparecchi per le intercettazioni ambientali

Indagini su infedeltà coniugali
arrestati tre poliziotti a Foggia

Il provvedimento restrittivo, a carico anche di una guardia giurata

polizia

FOGGIA - Venivano contattati - secondo l'accusa - da cittadini o da agenzie private per 'indagarè su casi di infedeltà coniugale i tre poliziotti arrestati oggi dalla squadra mobile della Questura di Foggia con le accuse, contestate a vario titolo, di corruzione, intercettazioni abusive delle utenze telefoniche, accesso abusivo al sistema informatico, peculato e falso. Le indagini hanno accertato che gli indagati hanno utilizzato microspie, hanno pedinato i coniugi dei loro clienti tracciando i loro cellulari e le loro carte ricaricabili. In carcere sono finiti Angelo Savino, di 45 anni, assistente capo della polizia di Stato in servizio al Commissariato di Manfredonia (Foggia), già sospeso dal servizio da qualche tempo, e Alfredo De Concilio, di 39, assistente capo attualmente in forza al Reparto mobile di Napoli; arresti domiciliari per l’assistente capo Paolo Ciccorelli, di 40, in servizio presso la sezione della polizia postale di Foggia, e per una guardia giurata che risulta irreperibile.

Secondo l’accusa, utilizzando indagini penali in corso per fatti di usura, Savino nel 2012 inserì nei numeri da monitorare quello di un’utenza intestata ad un soggetto che lui controllava per conto di un committente. In questo caso non è stato possibile accertare se ci sia stato un pagamento. Da qui l'accusa di intercettazione abusiva di utenza telefonica. Per altri 4/5 episodi riferiti al 2014, Savino e De Concilio, dietro pagamento di 300 euro (almeno in un solo caso) fatto da una moglie 'gelosà, hanno indagato sulla presunta infedeltà coniugale del marito della committente. In altri episodi, sempre riguardanti le infedeltà coniugali, avrebbe avuto un ruolo Ciccorelli che lavora nella sezione della polizia postale, per l'acquisizione di notizie riservate. Per quanto riguarda la guardia giurata, questa è accusata di aver fornito aiuto per i pedinamenti e i servizi di osservazione.

Per il procuratore di Foggia, Leonardo Leone De Castris, "questa vicenda non soltanto non sminuisce il valore e il prestigio della polizia, ma lo accresce. Credo che non si possa chiedere alla popolazione di collaborare con le forze dell’ordine e di non delinquere se non si assicura un controllo principalmente su se stessi. La finalità di questo messaggio è di far capire alla popolazione di avere fiducia nella polizia di stato, nelle istituzioni». «Noi - ha rilevato il questore di Foggia Piernicola Silvis - abbiamo ritenuto di metterci la faccia totalmente in questa vicenda in quanto riteniamo che sia molto importante fare pulizia all’interno prima di tutto delle forze dell’ordine, della polizia di Stato, per poter dare un segnale importante alla cittadinanza di speranza nel futuro».

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