Sabato 23 Giugno 2018 | 11:47

A fine anno la mini-stangata sarà servita a partire dalle prime due rate

Rifiuti, un salasso a Bari
la Tari aumenta del 9%

Il Comune: colpa della chiusura delle discariche

comune Rifiuti, è un salasso la Tari aumenta del 9%

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - Un rincaro pari a circa il 9 per cento. E a fine anno la mini-stangata sarà servita a partire dalle prime due rate. Aumenti in vista a Bari per la tanto temuta Tari, la tassa forse più contestata a fronte di un servizio, come la raccolta rifiuti e lo spazzamento delle strade, giudicato dai più ancora del tutto insufficiente.

«Piccoli ritocchi inevitabili» li aveva definiti nei giorni scorsi, ma senza sbilanciarsi sulla cifra, il sindaco Antonio Decaro, e che adesso trovano conferma nel Pef, il Piano economico finanziario da 68,3 milioni presentato dall’Amiu al Comune. L’impennata della prossima tassa dei rifiuti sarà causata dai maggiori costi, pari a circa un milione e 100mila euro, sostenuti lo scorso anno per la chiusura di numerose discariche pubbliche, per le spese di trasporto e per gli incrementi dell’Iva, con l’aliquota agevolata che è passata dal 10 al 13 per cento e quella ordinaria dal 22 al 24 per cento. E tutto il Pef, nel quale figurano anche i 63,3 milioni di euro del contratto di servizio dell’Amiu, dovrà essere finanziato dal gettito Tari. Un gettito di 3,5 milioni in più rispetto allo scorso anno – complice anche l’assestamento e la bonifica della banca dati tributaria rispetto alla vecchia Tares 2013 e che vede la chiusura a causa della crisi di molte attività commerciali (e di conseguenza bisogna coprire i minor introiti di cassa preventivati) – nel quale figura anche il milione e 900 mila euro per le agevolazioni a famiglie numerose e a basso reddito.

Ma in questo ritocco della tassa hanno la loro responsabilità anche i baresi, quelli che non differenziano causando il ricorso alle discariche private per lo smaltimento dei rifiuti non riciclabili. Con l’incubo del salasso ecotassa sventato anche quest’anno con l’ennesima clemente deroga. Sempre nel Pef infatti sono elencati i comportamenti poco virtuosi con la spazzatura nel corso del 2015. L’anno si è chiuso con il 35,16 per cento di raccolta differenziata e con un più 6,3 per cento rispetto al 28,8 del 2014. Un dato incoraggiante ma ancora lontano dal 40 per cento che il Comune intende centrare nel corso del 2016 grazie anche all’avvio della raccolta porta a porta (quindi via i cassonetti dalle strade) in tutto il litorale nord della città, da San Girolamo a Santo Spirito.

Tra i materiali maggiormente differenziati dai baresi nel 2015 spiccano carta e cartone con il 16,52 per cento, mentre alle spalle ma nettamente distanziato c’è l’organico con un desolante 5,04 per cento (nonostante la collocazione di miglia di bidoni per l’umido) e il verde biodegradabile con il 4,30 per cento. In fondo, ma davvero inspiegabili, le bassissime percentuali di materiali di largo consumo come vetro e plastica, rispettivamente al 3,28 e al 2,60, e separati da 2,96 per cento di legno e ingombranti che puntualmente invece di finire nei centri di conferimento vengono abbandonati per strada. E per questo tra gli obiettivi del 2016 dell’Amiu ci sono le iniziative del vuoto a rendere di imballaggi e vetro e del contrasto a prodotti di plastica usa e getta. Insomma, meno posate, stoviglie e bottiglie di plastica che dovranno cedere il passo a quelle lavabili e riutilizzabili più volte. La lezione ambientale quindi inizierà dai comportamenti a tavola. Perché l’obiettivo è di incrementare la differenziata di 5 punti percentuali al fine di applicare la stessa aliquota di ecotassa del 2015 pari a circa 7,50 euro a tonnellata a fronte dei 22,52 dovuti per il conferimento in discarica. E al fine di evitare ulteriori rincari della Tari per il 2017.

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Commenti all'articolo

  • Volontario

    28 Marzo 2016 - 19:07

    Siamo alle solite. Invece di ridurre gli sprechi e le inefficienze, come nell'epoca medioevale l'unico sistema che i governanti hanno di rimpinguarsi le tasche è sulle spalle e sulla pelle dei cittadini. Che schifo.

    Rispondi

  • vonschi9

    27 Marzo 2016 - 20:08

    Per le discariche e la loro gestione , con i costi che si abbatteranno inesorabilmente sui baresi, bisogna Chiedere con insistenza a Vendola ed Emiliano. Certamente sapranno indicare con i dovuti paroloni come uscirne bene. In fondo sono i due che hanno governato la Puglia e Bari negli scorsi 10 anni da tutti i punti di vista : Regione , Segreteria PD , Città.

    Rispondi

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