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san marco in lamis

Tutto pronto per le «fracchie»
processione pirotecnica

Il rito è antichissimo e imponente, affonda le radici nel diciottesimo secolo: si chiama “la processione della Madonna addolorata e del Cristo morto accompagnata dalle fracchie”

fracchie di san marco in lamis

SAN MARCO IN LAMIS - Non pioverà, ma qualora dovesse accadere, comunque si farà lo stesso, a prescindere dal meteo, come del resto avviene da sempre. A San Marco in Lamis non hanno dubbi: il pirotecnico spettacolo delle fracchie del venerdì santo andrà comunque in onda, pioggia o non pioggia. Domani sera (ore 19,30) pertanto dopo il tramonto -secondo la consueta tradizione- prenderà il via il rito del fuoco, quello delle fracchie -edizione 2016- durante la processione del Venerdì Santo. E si concluderà “dopo la mezzanotte, forse l’una, fino alla bruciatura dell’ultima fracchia insomma” spiegano “per chiudere i battenti.

E siccome quest’anno oltre alle consuete venti grosse autorizzate, ce ne saranno -in abbondanza- di quelle piccole create dai bambini delle scuole, l’ora di chiusura sarà più o meno quella”. Ossia a tarda notte. Si rinnova il tradizionale appuntamento che rende San Marco in Lamis “capitale del folklore religioso” per una sera, evento che richiama migliaia tra fedeli, curiosi ed appassionati. Per chi viene da fuori, le aree da utilizzare quali parcheggi per le auto sono due: una vicino al campo sportivo (periferia del centro abitato) e l’altra in via Togliatti, nei pressi della sede Asl.

Il rito è antichissimo e imponente, affonda le radici nel diciottesimo secolo: si chiama “la processione della Madonna addolorata e del Cristo morto accompagnata dalle fracchie”. Nate come espediente per ovviare alla strada buia – andava illuminata – che dalla chiesa dell’Addolorata (posta fuori dal centro abitato) porta alla Collegiata - dove era custodito il corpo del Cristo – e percorsa dalla Madonna, le fracchie sono diventate nel corso del tempo un appuntamento irrinunciabile. Un rito che ha originato un mito e creato uno spettacolo dalle mille emozioni. Enormi roghi montati su ruote di ferro, alti anche oltre sei metri e lunghi una decina e più, con un peso intorno ai cento quintali, che a decine (le fracchie) vengono trainati -fino alla consunzione- da numerosi fracchisti, giovani e adulti di ogni età. Esse “seguono” la statua della Vergine Maria per illuminare, secondo la credenza, il suo tragitto alla ricerca del figlio morto. Al lavoro maestri fracchisti, associazioni, comitati, confraternite, Pro Loco, amministrazione comunale e enti vari. I fracchisti sono coloro che materialmente costruiscono, accendono e trainano la fracchia indossando abiti tradizionali da contadino.

L’ Arciconfraternita dei sette dolori assolve al compito di garantire la continuità della processione nel tempo, mentre la parrocchia “Maria Santissima Addolorata” è la struttura ecclesiale che organizza, dal punto di vista devozionale, la processione del venerdì santo. L’amministrazione comunale distribuisce parte della legna che serve per costruire tutte le fracchie e la Pro Loco assolve garantisce funzioni di struttura organizzativa e di coordinamento della processione e della  promozione turistica. [F.T.]

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