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il caso

Barletta, celle frigorifere
fuori uso nel cimitero

E' una specie di «terra di nessuno» i cui problemi vengono lasciati incancrenire: sarà perché i defunti non votano? Mah!

ingresso cimitero di Barletta

di RINO DALOISO

BARLETTA - Incredibile, ma vero: le celle frigorifere presso la camera mortuaria del cimitero non funzionano dal giugno scorso e il Comune non interviene. Cosa succederà con la stagione calda, visto che già l’inverno appena concluso per molte settimane non è stato per nulla tale? Come è possibile tollerare oltre una situazione del genere? Ma questo è solo uno (forse il più urgente) dei problemi del cimitero, una specie di «terra di nessuno» i cui problemi vengono lasciati incancrenire: sarà perché i defunti non votano? Mah! I loro parenti, fino a prova del contrario, sì. Le celle frigorifere sono sei, due delle quali destinate alle autopsie, qualora se ne dovesse ravvisare la necessità per ordine dell’autorità giudiziaria. Ebbene, i muri della camera mortuaria, dove si trovano quelle sei celle e dove sostano i feretri prima della sepoltura, sono stati tinteggiati qualche settimana fa (erano fradici di umidità). Ma per le celle frigorifere niente da fare. Occorre attendere ancora: quanto?

Scrive Andrea Salvemini, presidente della commissione temporanea speciale sui servizi cimiteriali, nella relazione che sarà portata all’attenzione del Consiglio comunale giovedì 7 aprile: «L’Amministrazione comunale per quanto concerne le sale autoptiche e quelle di osservazione ha provveduto ad effettuare gli interventi di manutenzione necessari (pitturazione e sistemazione delle sale), per quanto concerne, invece, gli interventi da effettuare sulle celle frigorifere, la dirigente dott.ssa Dipalma ha comunicato nel corso della seduta del 26 gennaio 2016 della commissione, che ha già provveduto a fare richiesta di preventivi per effettuare la sostituzione degli impianti esistenti. La sostituzione risulta essere la soluzione economicamente più vantaggiosa rispetto al costo che si dovrebbe sostenere per rendere nuovamente funzionante l’impianto esistente. È stata già avanzata richiesta di inserire nell’approvando bilancio 2016 la somma di 45mila euro necessaria per effettuare tale intervento». E poi: «Noi come commissione avanziamo la richiesta di mettere in bilancio una ulteriore soma di 10mila euro, che servirà pere predisporre nelle sale autoptiche e in quelle di osservazione gli impianti di condizionamento che sono quanto mai necessari».

Da notare l’uso ripetuto per due volte dell’avverbio «già». Già? E in che condizioni vengono conservate le salme se, come accade sempre più spesso, devono attendere il loro turno (anche dopo la morte la fila non si distacca da noi) per la cremazione possibile, a queste latitudini, sono negli impianti di Avellino e Bari? Non ci sono forse le condizioni di necessità e urgenza per intervenire anche con ordinanza, anche accendendo i tanto vituperati debiti fuori bilancio, mai forse giustificati come in una simile situazione? Ma la questione delle celle frigorifere inservibili è ormai la punta dell’iceberg. In quella autentica galleria degli orrori che è diventato il camposanto, occorre fare i conti con loculi ormai introvabili (e chissà per quanti anni ancora lo saranno), erbacce che crescono tra le tombe, allagamenti ricorrenti all’ingresso della struttura, parcheggi introvabili (un piano è sigillato da anni nel cassetto), fili elettrici scoperti, dirigenti che si contraddicono (il dirigente alle Finanze, Michele Nigro, e la dirigente ai servizi pubblici e cimitero, Rosa Dipalma, sulle somme che il Comune deve percepire dalle ditte Franeco (di Campi salentina) e Berlor (di Carmiano), che in associazione temporanea di imprese dal marzo 2014 gestiscono servizi di polizia mortuaria e del servizio di illuminazione votiva, il cui relativo contratto - udite, udite - non è stato mai sottoscritto col Comune di Barletta, in credito nei confronti della Franeco di ben due annualità (2014 e 2015 per complessivi 74.600 euro), mentre la Berlor risulta in regola con i pagamenti. Grottesco. Come la vicenda delle «estumulazioni di massa» dalla cappella Nazareth, i relativi pagamenti «a forfait» al Comune e la questione sulla proprietà e la gestione delle tombe lì collocate. Dovremo attendere ancora fino al 7 aprile per ottenere qualche parola di chiarezza?

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