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Lunedì 20 Novembre 2017 | 05:07

fenomeno a bari

Addio ai matrimoni
aumentano solo i divorzi

L’altra vera rivelazione riguarda il registro delle unioni civili sia per coppie eterosessuali che per omosessuali. Le richieste, sostanzialmente, sono precipitate

sposi, matrimonio

di LIA MINTRONE

Sposarsi? Ai baresi inizia a non piacere più. Se fino a poco fa convolare a nozze era perlomeno un dovere più che un reale desiderio, oggi quest’ultimo prende il sopravvento sull’obbligo imposto da famiglie e conviventi scalpitanti. La conferma arriva dai dati in possesso della Ripartizione Servizi Demografici del Comune.
Paragonando il numero di matrimoni contratti nei primi tre mesi del 2015 e quelli del 2016, il trend è negativo. Nel 2015, quelli di rito civile sono stati 46 e scendono a 40 quelli del 2016. Stessa cosa per i matrimoni con rito religioso che addirittura si dimezzano a distanza di un anno passando dai 14 del primo trimestre del 2015 a 7 dello stesso periodo del 2016.
Se non bastassero questi dati per parlare di crisi del matrimonio, arrivano in aiuto quelli relativi a separazioni e divorzi. Nel primo trimestre del 2016, dopo l’entrata in vigore nel dicembre del 2014 della separazione consensuale davanti a un ufficiale di stato civile del Comune al costo di 16 euro, 10 coppie hanno raggiunto l’accordo definitivo, undici sono in attesa di conferma a seguito di un secondo incontro e sette sono tornate insieme e hanno mantenuto la fede al dito. Ma di prenotazioni ce ne sono già 33 fino a novembre 2016, delle quali 30 per accordi raggiunti e 5 in attesa di conferma. Risultano invece 19, sempre nel primo trimestre del 2016, le separazioni trascritte da negoziazioni assistite presso studi legali.

E arriviamo ai divorzi: 18 quelli accordati, 20 in attesa di conferma e nessuno non confermato. E le prenotazioni entro dicembre del 2016 sono per 55 accordi raggiunti e 9 in attesa di conferma. Invece, i divorzi trascritti da negoziazioni assistite presso studi legali risultano ad oggi 19.
Volendo commentare questi primi dati, si evince che dal recente avvio del nuovo istituto della separazione e divorzio breve si registra, per ogni anno, un aumento del ricorso a questo strumento semplice, veloce e meno costoso. Tradotto in percentuale, potremmo parlare di un incremento annuale intorno al 15% tra il 2015 e il 2016.

L’altra vera rivelazione riguarda il registro delle unioni civili sia per coppie eterosessuali che per omosessuali. Le richieste, sostanzialmente, sono precipitate. Nel 2013, anno di istituzione del registro, le iscrizioni sono state 15 di cui solo due per coppie dello stesso sesso. Nel 2014 si attestano a 14, di cui solo una coppia dello stesso sesso. Nel 2015 precipitano a 4 e si tratta esclusivamente di coppie eterosessuali. Nel primo trimestre del 2016 siamo a quota 3 e solo di coppie etero. È evidente che le coppie omosessuali baresi non gradiscono il registro delle unioni civili e anelano, invece, all’istituto matrimoniale «all inclusive». Sì, insomma, proprio come i più classici e tradizionalisti etero che, a loro volta, pur avendo tutele di ogni ordine e grado dall’istituto matrimoniale, lo rifuggono però come la peste. E visto il sempre crescente numero di separazioni e divorzi, è altrettanto innegabile che il matrimonio in quanto tale abbia non solo perso appeal ma che venga scansato con estrema lucidità da chi all’amore ci crede anche senza il bisogno di carte vincolanti e diritti pretesi se non estorti. Perché, viceversa, verrebbe da pensare che per la maggior parte degli interessati, più importante del legame amoroso in sé sia quel che il contratto garantisce.
All’appello, ovviamente, mancano i cambiamenti che originerà il disegno di legge Cirinnà. Sperando che la classica formula matrimoniale agognata dagli omosessuali abbia, fosse solo per il tempo impiegato per discuterne, un successo più entusiasmante del registro delle unioni civili e che i matrimoni celebrati tra persone dello stesso abbiano migliore fortuna di quelli tra etero.

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