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Referendum sulle trivelle

Emiliano: il «sì» sarà schiacciante
Pittella: smetta di fare il Masaniello

Governatori di Puglia e Basilicata divisi sulla lotta al premier. Critiche al ministro

Emiliano: il «sì» sarà schiacciante  Pittella: smetta di fare il Masaniello

BARI «Il fatto che» il ministro Galletti «vada a votare è già una buona notizia». Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commenta il «no» al referendum sulle trivelle annunciato dal titolare dell’Ambiente. Emiliano, dopo le pesanti critiche intercorse tra lui e il governo Renzi, ha detto che «il referendum l’abbiamo stravinto cinque a zero, perché il governo si è dovuto ingoiare tutte le cose che aveva sbagliato. Adesso si tratta di chiudere l’ultimo quesito - ha spiegato - sulla durata infinita delle concessioni che ovviamente rende pericolosa la gestione del pozzo, e scarsi i controlli di chiusura. Quindi, se il ministro va a votare fa una grande cortesia». Il governatore pugliese ha poi sottolineato che «la maggioranza» per il sì «sarà schiacciante, oltre il 90%. Parliamoci chiaro, il referendum avrà un significato anche se non si raggiunge il quorum che, come tutti sanno, è altissimo, però avrà un significato politico fortissimo». Comunque vada a finire, «chiederemo immediatamente con un disegno di legge regionale che il Parlamento ripristini la legge del ‘91, e quindi i termini sulla base di un sondaggio molto efficace che sarà dato da coloro che andranno a votare».

Non ci sta, però, alla lettura del referendum di Emiliano il collega governatore della Basilicata, Marcello Pittella, anche se in realtà ci arriva fuori tempo massimo visto che ieri, alla manifestazione comune insieme al ministro dell’Agricoltura, Martina, in realtà i toni sono stati moderati e apprezzati. «Con Matteo ho qualche problema - ha detto Emiliano rivolgendosi al ministro - ma sono pronto a riabbracciarlo soprattutto se abbiamo la forza e il tempo di parlare, tra persone che hanno responsabilità di governo immense». Pittella, però, si smarca: quello di Emiliano è stato «un attacco al Governo del tutto fuori luogo, che non condivido assolutamente e dal quale prendo le distanze», dice. E aggiunge: «Dico basta, non se ne può più, specie quando sento utilizzare in pubblico, come ha fatto recentemente Emiliano, un linguaggio colorito, infarcito di offese personali nei confronti del Presidente del Consiglio, che stonano, per non dire altro, in bocca a un uomo delle istituzioni». Quella del 17 aprile, secondo Pittella, è «una bella pagina di democrazia» e «anche alla luce degli importanti e strategici risultati» ottenuti «con il dialogo avviato» con il Governo, «non posso accettare che si strumentalizzi a fini politici, o ancora peggio per ritorsioni di carattere personale», l’appuntamento referendario. Senza dimenticare che «le Regioni, e con esso l’esecutivo, hanno di fatto già vinto la battaglia per vietare nuove trivelle entro le dodici miglia». Non serve a nessuno, meno che mai alle Regioni del Sud - aggiunge - «trasformare il referendum in una scelta di campo nel Pd, per farne materia di scontro ideologico contro il Governo e il premier». Secondo il governatore lucano, infine, Emiliano, «ha utilizzato il palcoscenico» di Bari «per una nuova intemerata populista», ma «non è usando toni da Masaniello che faremo il bene del Sud e delle sue popolazioni».

Da Roma, intanto, arriva il sostegno al sì anche dei parlamentari del gruppo Ala, gli uomini di Verdini. Dall’Udc, invece, è il deputato pugliese Angelo Cera ad attaccare Galletti: «un Ministro all'Ambiente che solo a titolo personale si preoccupa di difendere le lobbies del petrolio piuttosto che difendere le bellezze del nostro Paese farebbe bene a rassegnare le dimissioni».

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