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Sabato 25 Novembre 2017 | 08:28

il crac

Ferrovie Sud Est, dossier
consulenze d'oro a pm e Anac

Il sub-commissario Domenico Mariani ha consegnato nelle mani del procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, la relazione sulle presunte consulenze d’oro e sprechi nella gestione dell’azienda di trasporti

treni ferrovie sud est

BARI - Come in un sistema a raggiera, l’ex amministratore unico delle Ferrovie Sud Est, Luigi Fiorillo, avrebbe gestito i conti della società controllando dal centro ogni singolo ufficio. E lo avrebbe fatto sperperando con consulenze d’oro e sprechi denaro pubblico per centinaia di milioni di euro. Questo emerge dalla relazione dei commissari sulla gestione di Ferrovie Sud Est trasmessa questa mattina per conto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, alla Procura generale della Repubblica di Roma, alla Procura regionale della Corte dei Conti per il Lazio e all’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Il sub-commissario Domenico Mariani, accompagnato dal legale Michele Laforgia, ha poi consegnato personalmente il dossier al procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, che lo ha ricevuto insieme con l’aggiunto Lino Giorgio Bruno, coordinatore del pool di magistrati che si occupa dei reati contro la Pubblica amministrazione.

«Il procuratore ha assicurato che darà corso alle indicazioni individuate nella relazione», ha detto Mariani ai giornalisti a margine dell’incontro. Lasciando il Palagiustizia barese, Mariani ha spiegato che dagli accertamenti dei commissari è emerso «un sistema che partiva a raggiera e confluiva sull'amministratore unico, quindi era lui che si interfacciava con le singole aree e i singoli uffici». Ha poi annunciato che sono in corso «approfondimenti sugli investimenti e seguirà una relazione aggiuntiva».

La relazione, che individua numerose irregolarità nella gestione del denaro pubblico, costituisce per la magistratura barese un punto di partenza su cui costruire l’indagine penale che dovrà ipotizzare eventuali reati a carico degli ex amministratori. Accertamenti che la Guardia di Finanza di Bari sta svolgendo ormai già da mesi su delega della magistratura contabile.


Il 'bucò economico conteggiato dal commissario Fse Andrea Viero, che è affiancato da due sub commissari anche questi nominati dal ministro Graziano Delrio, ammonta a 280 milioni di euro, condensato - è detto nella relazione - di sprechi e presunti clientelismi. Basti pensare alle consulenze, costate in un decennio 132 milioni di euro mentre l’azienda incassa 150 milioni all’anno. Tra i numerosi casi indicati nella relazione, anche la realizzazione dell’archivio aziendale e dell’archivio storico costata 2,9 milioni di euro: denaro che è stato consegnato a padre, madre e figlio della stessa famiglia, di Maglie (Lecce).

«Noi non ipotizziamo reati, - ha detto ancora Mariani - sarà la magistratura a fare le sue valutazioni perché la Procura ordinaria e quella della Corte dei Conti sono i soggetti legittimati a fare gli accertamenti». «Il nostro compito - ha concluso il sub-commissario - era quello di chiudere questa prima fase della relazione perché questo era il mandato che avevamo ricevuto dal ministro e, chiusa questa prima fase, sarà la magistratura che farà le valutazioni. Ora dobbiamo preoccuparci solo del futuro di Fse». E sul probabile futuro di Fse è intervenuto anche Renato Mazzoncini, a.d. di Ferrovie dello Stato, rispondendo a margine di un’audizione alla Camera a chi gli chiedeva se il Gruppo fosse interessato ad un’eventuale acquisizione di Ferrovie Sud Est: «Certo. - ha detto - Tutto quello che è tpl ci interessa».

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Commenti all'articolo

  • revisore

    23 Marzo 2016 - 08:08

    Si è dovuti giungere a 300 mln di euro di buchi pari a 600 miliardi di vecchie lire per scoprire che qualcosa non andava. C'è bisogno di chiamare l'Acquedotto PUgliese se il rubinetto perde da mesi e la casa è allagata?

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