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martina franca

Blocco totale per la 172
stop a transito anche a frontisti

La strada rimane sempre più chiusa, ritenuta ormai pericolante e sulla quale Anas non può effettuare interventi. La Valle d’Itria rimarrà divisa anche per la gita fuori porta di Pasquetta

strada 172 per martina franca

di PASQUALE D'ARCANGELO

MARTINA - La tracimazione dal depuratore continua: basta al gip Patrizia Todisco, che ha accolto la richiesta formulata dal pm Lanfranco Marazia, per estendere il divieto di transito sul sovrappasso della statale 172 anche ai frontisti, che hanno lanciato l’allarme inquinamento e chiamato la Procura per i danni subiti nei campi adiacenti all’impianto gestito da Acquedotto Pugliese, nel cuore della Valle d’Itria. Da 12 anni non si trova la soluzione finale dello scarico e l’adeguamento di un progetto appaltato, nel rispetto di un paesaggio inimitabile, quale la valle dei trulli. La strada rimane sempre più chiusa, ritenuta ormai pericolante e sulla quale Anas non può effettuare interventi, rispetto al sequestro cautelativo, che secondo gli inquirenti è l’effetto più grave con l’ipotesi di avvelenamento della falda acquifera per i valori riscontrati dai carabinieri su alcuni fanghi melmosi, esaminati dai laboratori del Noe.
La custodia giudiziaria dell’impianto non ha ancora bonificato, malgrado gli annunci della commissaria Barbara Valenzano.

La Valle d’Itria rimarrà divisa anche per la gita fuori porta di Pasquetta, con quest’ulteriore provvedimento restrittivo, dopo i no all’Anas per fare gli esami geomorfologici e per puntellare la strada, mettendo sul banco oltre 100 mila euro per risolvere l’emergenza e ottenere la riapertura provvisoria fino alla cantierizzazione definitiva, prevista tra maggio e settembre, con l’allargamento della carreggiata a 10 metri e mezzo e la messa in sicurezza dai piedi dell’Orimini a Locorotondo, compresa la quarta corsia dell’Orimini.

Il provvedimento del gip Patrizia Todisco è motivato dalla relazione depositata lo scorso 15 marzo dal consulente del pm Marazia, l’ing. Scudella, nella quale si rileva, in particolare, «il progressivo aggravamento delle condizioni di staticità, ormai irrimediabilmente compromesse, del rilevato stradale prospiciente lo scarico del depuratore (pure in sequestro)». Secondo il giudice Todisco «gli incombenti e gravi pericoli per la pubblica incolumità, cagionati dal gravissimo dissesto idrogeologico dell’area interessata dal sequestro potranno essere scongiurati solo dalla realizzazione di efficaci e risolutivi interventi di ripristino di condizioni del tratto stradale tali da garantire il superamento definitivo (e non meramente temporaneo e/o parziale) dei notevolissimi pericoli per l’incolumità degli utenti della strada».

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