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matera

Niente fotografie
nella restaurata cattedrale
e allora stop ad ascensori

Del tutto prevedibile una certa delusione da parte della comunità, che inevitabilmente si somma a quella dei turisti

cattedrale di Matera

di PASQUALE DORIA

MATERA - Niente fotografie in Cattedrale. Si è chiuso un occhio solamente nei primissimi giorni d’inaugurazione. Adesso, neanche il tempo di gioire, è vietato. Del tutto prevedibile una certa delusione da parte della comunità, che inevitabilmente si somma a quella dei turisti. Anche perché l’attesa riapertura ha potuto contare su cospicui finanziamenti pubblici. Ora che la stagione turistica entra nel vivo, un ripensamento, seppure temporaneo, non guasterebbe chissà quanto.

Ma andiamo indietro nel tempo. Era il 28 aprile del 1999. A piedi, così volle arrivare in cima alla Civita il ministro per i Beni e le Attività Culturali di allora, Giovanna Melandri. In mattinata aveva partecipato a un convegno in cui si parlava di centri storici e modelli di futuro sostenibile. Tra gli altri, erano presenti i sottosegretari all'Ambiente, Valerio Calzolaio, e per i Beni e le Attività Culturali, Giampaolo D'Andrea. Insomma, schede alla mano, pochi giorni dopo, furono confermate cospicue quote di risorse pubbliche per il recupero dei beni culturali lucani. Fondi che riguardavano anche iniziative legate alla Cattedrale, alla possibilità di avviare un Museo diocesano. Melandri espresse il desiderio di visitare la Cattedrale. Niente. Improvvisamente tutte le porte si chiusero. Imbarazzo generale. Forse le sue posizioni riguardanti molte battaglie sulla difesa dei diritti civili, che l'avevano vista in più occasioni protagonista, non piacevano a tutti. Le risorse, però, a Matera le fece arrivare. E con una consistente quota di fondi pubblici, come anticipato, sono state realizzate anche le opere di restauro inaugurate lo scorso 5 marzo.

Ora, dicono che non si può fotografare. Tra le altre, vengono addotte motivazioni di fede, di sentita spiritualità, che non è neppure il caso di discutere. Vanno rispettate. Ma se queste ragioni valgono per i poveri turisti che vorrebbero portare a casa un piccolo ricordo della Cattedrale, perché dovrebbero di colpo venire meno quando si tratta di parlare di ficcare un ascensore nel campanile di questo luogo principe del culto cattolico materano?

Più volte, poi, è stato dato per imminente l'avvio del Museo diocesano, convegni, annunci, teche (rigorosamente vuote) già sistemate all'interno dei recuperati ambienti da destinare chissà quando alla visita, ma di esposizioni di arte sacra neppure l'ombra.

Del tutto evidenti invece sono i lavori che procedono alle spalle della Cattedrale. Non si comprende bene di cosa si tratta. Ufficialmente non è dato sapere. Sembrano volumi di non poco conto che di certo peseranno ulteriormente sulla parte apicale della Civita. Zona che nella storia ha già subito notevoli momenti di crisi, crolli rovinosi, puntualmente registrati dagli storci e cronisti locali. L’ultimo in ordine di tempo all’inizio degli anni Settanta, il cedimento del muraglione sulla piazza, come si nota nelle foto proposte sopra.
Non è tutto, già da anni e oggi in continuità con quelle decisioni, nello stesso sito s’intende realizzare un tunnel verticale fino a raggiungere la quota in cui, tramite un altro tunnel, questa volta orizzontale, si punta a raggiungere la quota del piano di calpestio di via Madonna delle Virtù. Con tutta sincerità, sfugge quanto di spirituale ci sia in queste iniziative.

Non c'è niente da fare, consumismo e spiritualità non possono andare a braccetto. Così come è stato posto il divieto per scattare semplici fotografie (oggi non c’è neppure più bisogno del flash), è certo che sarà possibile conoscere anche un parere più che limpido e tempestivo sul da farsi con ascensori e via cantando. Sono questioni complicate quelle di fede, ma c'è del vero nelle parole di don Andrea Gallo, presenti anche nella sua pubblicazione del 2012, intitolata Come un cane in Chiesa: «La fede non è una virtù secolare: non si può andare al supermarket a comprare la fede e neppure prendere la laurea in fede. Essa nasce e cresce sul terreno fertile dell’etica e dell’amore». Attendiamo e sapremo quanto è fertile questo terreno dalle parti della Cattedrale.

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