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Come sono poco «intelligenti»
Potenza e Matera
(però si vive meglio)

Sulla base di questa dettagliata analisi sono risultate Bologna, Milano e Torino le città più tecnologiche d’Italia

Matera

di PIERO MIOLLA

Potenza è al 68° posto, su 115, tra i capoluoghi di provincia italiani nella speciale classifica di Smart City, le città intelligenti. Matera, invece, si piazza al 72°. È il risultato di «Italia Smart», il rapporto Smart City Index 2016 elaborato dalla Ernst & Young in collaborazione con Ericsson, Tim e Indra, che ha utilizzato ben 470 indicatori diversi, dai servizi, alle app, dall’uso di sensori alle infrastrutture e le reti per incoronare le città più hi-tech del nostro Paese. Sei le grandi aree analizzate, che comprendono reti di telecomunicazione, trasporto, vivibilità, accesso alla pubblica amministrazione e, per la prima volta, anche capacità di progettazione e visione strategica.

Sulla base di questa dettagliata analisi sono risultate Bologna, Milano e Torino le città più tecnologiche d’Italia, quelle che non solo assicurano la presenza di tutti i servizi analizzati, ma che riescono anche metterle insieme in un quadro organico. Rispetto all’edizione del 2014 ci sono stati molti «movimenti» a livello nazionale: Roma, ad esempio, è passata dal 4° al 9° posto, Verona dall’8° al 18°, mentre Venezia ha fatto un passo in avanti portandosi dalla 31° posizione alla 15°. Il dato più sorprendente, in ogni caso, sembra essere quello di Mantova che, dalla 35° posizione, si è attestata nella Smart City 2016 al 4° posto. Dall’altro lato della classifica, come sempre, il Sud: al 116° posto, infatti, c’è Sanluri, in Sardegna, preceduta da Enna e Agrigento. Più in generale, come accade quasi sempre in Italia, a primeggiare è il Nord e, in parte, il Centro.

Il Sud, invece, è andato molto male, con qualche rarissima eccezione. Dando una sbirciata alle prime 20 posizioni, detto delle prime quattro, subito dietro troviamo Parma, Trento, Brescia, Reggio Emilia, Roma, Firenze, Modena, Genova, Padova, Bergamo, Venezia, Lodi, Bolzano, Verona, Piacenza e Monza.
La graduatoria vista dal basso, invece, negli ultimi 20 posti ci sono Rieti, Campobasso, Frosinone, Viterbo, Carbonia, Imperia, Latina, Fermo, Caltanissetta, Avellino, Trani, Messina, Lanusei, Crotone, Catanzaro, Villacidro, Vibo Valentia e Trapani.
Come si vede, la Basilicata è praticamente nel mezzo: non compare nei primi 20 posti, ma neanche negli ultimi 20: insomma, una regione nel limbo che sta cercando di ottimizzare i suoi servizi ai cittadini, anche se non sempre ci riesce.

Lo «Smart City Index 2016» contiene, tra le altre, un’analisi dei Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile approvati dai Comuni capoluogo per analizzare le pratiche in essere in ambito energetico. Questo rinnovato focus sul tema energetico costituisce un importante contributo alle analisi effettuate da Ernst & Young sulla scia del dibattito scaturito dalla recente conferenza sul clima «Cop 21», di Parigi. Più in generale, poi, il concetto di Smart City si è evoluto nel tempo e ha ormai raggiunto un certo grado di maturità: da singole sperimentazioni in ambiti specifici si è quindi passati ad una logica sistemica che favorisce l’integrazione tra iniziative in diversi settori e la replicabilità di soluzioni di successo sviluppate in determinati contesti.

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