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Bisceglie

Tinte vivaci e bizzarre
sulle facciate
degli antichi palazzi

Tale scelta progettuale sta facendo discutere, poichè, sebbene abbia separato esteticamente le diverse palazzine, si allontana dal contesto originario delle strutture

palazzi colorati a Bisceglie

di LUCA DE CEGLIA

BISCEGLIE - Importanti recuperi e restauri di antichi palazzi. Ma con l’utilizzo di colori bizzarri per la tinteggiatura delle facciate. Da pochi giorni una zona del centro storico di Bisceglie, che orbita intorno alla cattedrale, ha assunto l’aspetto di una piccola Disneyland. Lascia di stucco, infatti, la dipintura multicolore utilizzata per alcuni immobili privati in via pendìo San Matteo che contrasta col fascino insostituibile della pietra.
Tale scelta progettuale sta facendo discutere, poichè, sebbene abbia separato esteticamente le diverse palazzine, si allontana dal contesto originario delle strutture. È anche vero che, proprio in quel largo, negli anni Ottanta si fece di peggio, demolendo anziché salvarli, diversi immobili.

Sulla stessa schiera di palazzi si è invece intervenuti drasticamente in un immobile di proprietà comunale con lavori di modifiche delle “bucature”, allineando cioè impropriamente le finestre e quindi modificando il prospetto esterno. Tanto da essere preso come esempio da un gruppo di studenti romani con docenti al seguito su come non dev’essere fatto un restauro. Insomma investimenti e recuperi meritori da parte di privati ma inficiati dai colori “forti”. Peraltro le Norme Tecniche di Attuazione vigenti col Piano Integrato di Rigenerazione Urbana nel Comune di Bisceglie disciplinano in modo chiaro tale aspetto.
L’articolo 9 in particolare, relativo alle caratteristiche di intervento sui prospetti edilizi, stabilisce infatti che “gli interventi, da realizzarsi secondo gli indirizzi contenuti nella Carta del Restauro (Venezia 1972), dovranno assicurare la conservazione della veste architettonica esterna, con particolare riguardo alle murature a faccia vista, agli intonaci ed agli infissi”. Inoltre “per le facciate originariamente non intonacate sono previsti interventi di decorticazione dell’intonaco presente, mentre nel caso di risanamento dell’intonaco è prescritto l’uso di malta colorata in tinte analoghe a quelle originarie”.

Sempre nel suddetto Piru si era stabilito riguardo ai colori che “si avrà cura di usare tinte tenui, in numero di due al massimo per ogni unità edilizia (la seconda solo per edilizia sette-ottocentesca con cornici, lesene e similari, per evidenziare tali particolari) e senza forti contrasti tra loro”. Ma non è così a due passi dalla cattedrale, nel cuore del centro storico.

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