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La mamma: «Sono i miei bambini»

Rosa Carlucci è arrivata stamani all’Istituto di Medicina legale nel Policlinico di Bari dove sono stati composti i corpi recuperati ieri nel casolare abbondanato nel centro storico di Gravina, e li ha riconosciuti. I due corpi mummificati sono stati ritrovati in un casolare a Gravina nei giorni scorsi. L'ipotesi è che i due bambini siano morti di fame e freddo. L'avvocato della donna: «la signora si sente male, male, molto male»
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La mamma: «Sono i miei bambini»
Rosa Carlucci la mamma di Ciccio e ToreBARI – La mamma li ha riconosciuti: i corpi recuperati nella cisterna di Gravina in Puglia sono quelli dei fratellini Francesco e Salvatore Pappalardi. Il riconoscimento è stato fatto stamani nell’Istituto di medicina legale del Policlinico da Rosa Carlucci.

Il riconoscimento è un’operazione formale che viene compiuta dai parenti più prossimi o dalle persone legittimate al riconoscimento, alla presenza del magistrato o di qualcuno delegato da lui. Richiede qualche tempo per la preparazione, soprattutto di chi deve compiere il riconoscimento, perchè sia il più possibile pronto ad affrontare le condizioni nelle quali vedrà i suoi cari.
I corpi dei due ragazzini – morti di freddo, fame e paura, in una cisterna vuota e come sigillata – sono, hanno detto coloro che li hanno visti, parzialmente mummificati.

Rosa Carlucci è stata per circa un’ora all’interno dell’Istituto di Medicina Legale nel Policlinico. Uscendo è apparsa particolarmente provata e nell’immediato non ha rilasciato dichiarazioni.
Intanto è giunta, accompagnata da un congiunto, la convivente di Filippo Pappalardi, padre dei due ragazzini e attualmente detenuto nel carcere di Velletri con l’accuso di omicidio. Dopo pochi minuti la donna è uscita dall’Istituto.

«Sta male, molto male»: Carmelo Molfetta, il legale che assiste Rosa Carlucci, è lapidario nel descrivere lo stato della donna al termine del riconoscimento. Un cordone di agenti di polizia ha cercato di impedire a giornalisti e operatori tv di avvicinarsi a lei, che era accompagnata dal compagno, Nicola Nuzzolese.
Con il suo avvocato, Rosa Carlucci ha poi raggiunto gli uffici della Procura della Repubblica dove saranno affidati gli incarichi medico-legali ai periti. Il quesito principale al quale i consulenti dovranno cercare di rispondere è se Ciccio e Tore siano finiti già morti nella cisterna o invece – come è sembrato verosimile ieri – siano morti di fame, freddo e sete. Gli accertamenti dovranno anche riguardare elementi come l'eventuale presenza di residui di cibo nello stomaco, che potrebbero aiutare a far comprendere quando Š sopraggiunta la morte. Importanti anche l’esame dei vestiti, di piccoli oggetti nelle tasche, per ricostruire le ultime ore.

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