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a bernalda

«Quei pini non si tagliano»
E Silvana si lega all'albero

Sono lì da circa 150 anni e costituiscono, stagionalmente, una stabile dimora per i falchi grillai che, sulla cima vengono a nidificare

Silvana legata ai pini

di ANGELO MORIZZI

BERNALDA - Ha deciso di far sentire la sua voce di dissenso alla strage di pini marittimi che, in questi giorni vengono abbattuti sul territorio urbano di Bernalda e Metaponto. Silvana Di Pace, 50 anni di Bernalda, si è legata a uno dei due giganteschi pini secolari presenti a ridosso della sua abitazione, in via Ferri a Bernalda. L’iniziativa nasce e si sviluppa a seguito dell’ordinanza dirigenziale del febbraio scorso, che ha sentenziato l’eliminazione degli alberi monumentali, ritenuti invasivi e, soprattutto pericolosi per la pubblica incolumità. La decisione della signora Di Pace ha immediatamente richiamato le attenzioni di ambientalisti, cittadini e navigatori del web. Sul posto sono giunti anche i Carabinieri, per monitorare la situazione, pur trattandosi di un’iniziativa del tutto pacifica e dimostrativa.

«Non è possibile assistere a questo scempio – dice alla Gazzetta la signora attaccata all’albero -. In Germania, dove ho vissuto per alcuni anni, queste cose non succedevano e non sarebbero mai avvenute. Non permetterò che vengano sacrificati esemplari di pino, come quelli presenti nella zona di via Ferri. Sono lì da circa 150 anni e costituiscono, stagionalmente, una stabile dimora per i falchi grillai che, sulla cima vengono a nidificare e, stando a quanto mi dicono gli esperti, costituiscono dei posti dormitorio per gli uccelli migratori. Al di là del mio gesto, ho messo in azione anche delle denunce alle autorità competenti e numerose segnalazioni alle associazioni ambientaliste territoriali e nazionali, ma anche al Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata. Ho depositato ai Carabinieri una denuncia contro ignoti e mi sono mossa con l’aiuto di legali e della Lipu di Matera. Mi auguro che vengano prese in considerazione, prima che si verifichino gli ennesimi abbattimenti».

Dopo l’incatenamento della signora Di Pace, avvenuto martedì, ieri la giornata è trascorsa abbastanza tranquilla. I pini restano, però numerati, cerchiati in rosso, la chiara segnalazione di un imminente taglio. «Io amo la natura – osserva Silvana Di Pace -. Perché è vita. Se c’è un effettivo pericolo per l’incolumità della gente, che si provveda, ma dietro appositi riscontri scientifici, senza timori che dietro ci sia altro. Ho avuto anche un serrato confronto dialettico in merito con l’assessore comunale all’Ambiente Vincenzo Grippo. Voglio essere positiva, ma continuerò a vigilare perché tutto abbia un senso».

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