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girato anche a matera

«Il mio Ben Hur
grande storia di oggi»

Torna un film mito, diretto dal kazako Timur Bekmambetov, nelle sale dall’11 agosto con Universal. Una superproduzione, girata come il film del '59 in Italia, fra Roma e Matera, che ha per protagonista il britannico Jack Huston

nuovo film Ben Hur

ROMA - A 91 anni dalla prima versione in lungometraggio e a 57 da quella cult di William Wyler con Charlton Heston girata a Roma negli anni della Hollywood sul Tevere, torna Ben Hur, diretto dal kazako Timur Bekmambetov (I guardiani della notte, Wanted), nelle sale dall’11 agosto con Universal. Una superproduzione, girata come il film del '59 in Italia, fra la Capitale e Matera, che ha per protagonista il britannico Jack Huston, uno degli attori emergenti su cui punta Hollywood.
Con lui ci sono fra gli altri, Toby Kebbell (anche lui inglese) nel ruolo del fratello adottivo/nemico Messala; il brasiliano Rodrigo Santoro, nella parte di Gesù (a Roma l’attore ha anche incontrato Papa Francesco in un’udienza pubblica, ndr),
Morgan Freeman (Ilderim), l’israeliana Ayelet Zurer (Naomi), l'iraniana Nazanin Boniadi (Esther), il danese Pilou Asbaek (Ponzio Pilato). Leggendo la sceneggiatura Bekmambetov ha capito quanto «questa è una grande storia contemporanea. La mia idea era proprio farne un film su di noi, sull'oggi, perché noi abbiamo gli stessi problemi» ha spiegato il regista.
«Sappiamo com'è finito l’Impero romano, e non voglio che accada la stessa cosa al nostro mondo - ha aggiunto -. Siamo ambiziosi e crediamo che la competizione sia l’unico modo di far sviluppare il mondo, mentre penso che la collaborazione sia la soluzione ai nostri conflitti».

Durante le riprese, lo scorso anno, in uno dei set costruiti ad hoc, il circo dell’iconica corsa delle quadrighe (scena che ha richiesto un mese di riprese) a due passi dal parco di Divertimenti di Cinecittà World, il produttore Sean Daniel ha sottolineato che «questo non è un remake. Quello di Wyler è un gran film ma noi siamo ripartiti dal romanzo originario di Lew Wallace. La versione del 1959 finiva con una pura vendetta, noi andiamo oltre e arriviamo al perdono, un messaggio molto importante per l’oggi». Daniel e tutta la troupe hanno trovato particolarmente emozionante lavorare nella Capitale: «A Cinecittà abbiamo girato nel Teatro 5 di Fellini, i nostri uffici erano nel suo appartamento. Cammini in quei viali e pensi che ci sono passati De Sica, Leone, Elizabeth Taylor per Cleopatra... incredibile».

Al centro della vicenda Giuda Ben-Hur (Huston), giovane di nobili origini falsamente accusato di tradimento dal proprio fratello adottivo Messala (Kebbell), ufficiale dell’esercito Romano. Privato del titolo, separato dalla famiglia e dalla donna che ama (Boniadi), Giuda finisce in schiavitù. L’incontro con il Messia cambierà la sua vita...
«Ben-Hur è un principe che nella sua giovinezza si è allontanato dalla politica e la religione che viene costretto in una vita nella quale deve rimettere in questione tutto. Un viaggio che gli permette di diventare uomo» ha spiegato Huston. Al centro della storia il conflitto con Messala, «che da fratello adottivo di Ben-Hur, si sente messo da parte, ha il desiderio spropositato di conquistare una sua statura» ha detto Kebbell. Sul set, con Huston «è nato un vero rapporto fraterno, I nostri personaggi sono uniti dall’affetto e dalla tensione reciproca». Questa è una storia, ha aggiunto Huston ''sul perdono, La redenzione, l’odio, la famiglia e l’esistenza di qualcosa più grande di noi». (di Francesca Pierleoni) 

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