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l'INIZIATIVA

Serpentone
di maglie rosse
alla Deejay Ten

Una grande festa. Le vie invase da 9mila corridori. Mille assenti per la pioggia

Serpentone  di maglie rossealla Deejay Ten

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - Un lungo serpentone umano di magliette rosse. Adulti, bambini, giovani e meno giovani, donne con passeggini al seguito e persino quelli con il cane al guinzaglio. E poi i tanti podisti arrivati da ogni parte d’Italia, da Milano come da Roma e poi ancora da Firenze, Piacenza, Pescara, Lecce, Potenza e da ogni angolo della provincia di Bari e anche dalla Bat. Si è presentato così il popolo della Deejay Ten che ieri mattina ha invaso le vie della città.

Una grande festa per nulla rovinata dalla pioggia, prima leggera, poi battente, che ha scoraggiato solo un migliaio di iscritti non intaccando affatto il record delle 9mila presenze, quasi il doppio rispetto alla edizione del 2015. Da corso Vittorio Emanuele al lungomare passando per il Castello Svevo, il Margherita, i palazzi istituzionali e il parco Punta Perotti, per i runner professionisti e non è stato solo puro divertimento lungo i due percorsi non competitivi da 5 e da 10 chilometri.

All’avvio della gara palloncini bianchi e coriandoli biancorossi, poi un urlo liberatorio per iniziare a marciare tra selfie, ghirlande di fiori, cartelli personali (tipo «vuoi sposarmi?» o «dentro di me corre anche un bimbo») e cappellini insoliti come il gruppo di Alberobello con copricapo a forma di trulli.

Poi i tanti volti famosi e meno, il sindaco Antonio Decaro al fianco di Linus organizzatore dell’evento e anima di Radio Deejay, amministratori locali, magistrati, attori e cantanti baresi. Insomma, tanti ingredienti per una bella festa sotto gli occhi attenti di un esercito di volontari, di forze dell’ordine e di polizia municipale.

Ad arrivare primo al traguardo dei dieci chilometri, in appena 34 minuti e 14 secondi il 22enne del Mali Frame Fousseni con la sua bella storia. Vive da tre anni in Italia ed è ormai un cittadino barese: è stato adottato da una famiglia di Carbonara. Tra le donne la prima a classificarsi Antonella Troccoli, in 37 minuti e 26 secondi, mentre solo in 7mila hanno varcato la soglia dell’arrivo, gli altri si sono via via arresi lungo il percorso. Ma poco importa. A vigilare sul traffico e sulla sicurezza un nutrito gruppo di 74 unità della polizia municipale coordinate dal comandante Nicola Marzulli. Gli agenti hanno presidiato le strade di accesso della città, diretto le auto verso i park and ride (aperti per l’occasione quelli di Vittorio Veneto e di largo 2 Giugno e comprensibilmente presi d’assalto) e controllato diverse attività commerciali del centro per scovare possibili speculazioni al rialzo sui prezzi di caffè, cornetti, bibite e panini, non apposti sui listini di vendita. Ma questa volta di commercianti furbetti, come capita durante i grandi eventi, non se ne sono visti.

Alle 12,30 la piazza si è lentamente svuotata complice la pioggia incessante che ha dato solo un po’ di tregua durante le prime fasi delle gare. Una decina di unità dell’Amiu, armata di spazzatrici meccaniche e scope, si è quindi subito messa al lavoro per raccogliere i cumuli di rifiuti. Brevi momenti di tensione si sono registrati su corso Vittorio Emanuele davanti al teatro Piccinni. Qui alcuni passanti hanno preteso e portato via le sacche (contenenti piccoli prodotti alimentari e gadget, tra cui la medaglia) riservate esclusivamente agli iscritti. La confusione si è generata a fine gara durante la distribuzione avvenuta su alcuni tavoli sistemati all’aperto, con il risultato che, nella ressa, alcuni podisti sono rimasti a bocca asciutta. Mentre alcuni scrocconi si sono dileguati tra la folla.

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