Giovedì 19 Luglio 2018 | 02:20

la testimonianza

Per smettere di bere
si rivolse ad una «maga»

Mario era cosciente del problema e voleva spezzare le catene della schiavitù dall’alcol. Le aveva provate tutte prima di rivolgersi all’associazione degli alcolisti anonimi

Mario alcolista

POTENZA - Ha bruciato 16 anni della sua vita, rischiando di perderla. Ma con la forza di volontà e l’aiuto di chi come lui era finito nel vortice dell’alcol è riuscito a venirne fuori. E a diventare a sua volta un «testimonial» della lotta all’alcolismo. Mario, 67 anni, di Sant’Arcangelo, ci racconta la sua odissea per sensibilizzare quelle persone che vorrebbero liberarsi di Bacco ma per imbarazzo, pigrizia o altro continuano a restare nell’ombra. Facendo del male a se stessi e ai propri affetti.
Mario era cosciente del problema e voleva spezzare le catene della schiavitù dall’alcol. Le aveva provate tutte prima di rivolgersi all’associazione degli alcolisti anonimi. Arrivando al punto da rischiare di farsi spennare dalla maga di turno: «Sì, sono andato anche da una chiaroveggente o presunta tale. Erano gli anni ‘80 e mi chiese per la sua «terapia» qualcosa come 480mila delle vecchie lire».

Servì a qualcosa?
«Solo ad alleggerire il mio portafogli».
Per chiedere aiuto ai tarocchi sarà stato davvero disperato...
«Proprio così. Non ne potevo più. Sono stato varie volte ricoverato in ospedale ma ne uscivo sempre senza raggiungere l’obiettivo di spingere fuori dalla mia vita l’alcol».
In ospedale ci finiva perché l’alcol la stava uccidendo?
«Era principalmente la voglia di disintossicarmi. Una volta sono rimasto ricoverato per una settimana, ma alla fine il medico mi ha rispedito a casa dicendomi che non poteva fare nulla. Tutto dipendeva dalla mia volontà. Volevo essere aiutato a non bere».
Al di là dei riflessi sulla salute, la sua dipendenza dall’alcol le ha creato problemi in famiglia, sul lavoro e nelle relazioni sociali?
«Naturalmente. Ho cominciato a bere dopo il matrimonio, ma non è stata questa la causa. Avevo problemi che mi trascinavo dalla mia famiglia d’origine. Sedici anni di inferno in cui ho rischiato di trascinare anche chi mi stava più vicino. Man mano che cresceva la mia dipendenza aumentavano anche i miei difetti, compromettendo i rapporti con la mia famiglia. E poi c’erano anche le questioni legate al lavoro. Quando c’è l’alcol è difficile concentrarsi e fare bene la propria professione».
Di cosa si occupava?
«Ho fatto di tutto, avevo un negozio di pitture, poi mi sono reinventato falegname e ho anche messo su un’agenzia funebre».
Cosa ricorda del periodo in cui era completamente preso dall’alcol?
«Le crisi di astinenza. Nel giro di un giorno, due o tre riuscivo a smaltire la sbornia, ma le crisi di astinenza duravano sempre di più. Ero ridotto male, non riuscivo nemmeno a stare in piedi. Chiesi aiuto ai miei fratelli che vivono a Roma. Le avevo provate tutte, l'ultima chance era la comunità di Mons. Silvestrelli di Sant'Arcangelo che aveva fondato Fispa per il recupero degli alcolisti proprio nella capitale».
Fu quello un incontro decisivo per uscire dal tunnel?
«Sì. Mons. Silvestrelli mi spinse a provare l’esperienza con associazioni di auto-aiuto. La comunità è sempre aperta, mi disse, prova però prima con queste associazioni».
E cosa ha fatto?
«Ho seguito il suo consiglio. Già al primo incontro con l’associazione Alcolisti anonimi ho capito che avevo preso la strada giusta. Era il 30 marzo 1988 e ho subito smesso di bere. In me c'era sempre stata la predisposizione al recupero perché volevo smettere, ma non riuscivo a trovare il sistema. L’associazione me l’ha dato».

Oggi Mario è da esempio per altri alcolisti. Si fa portavoce di iniziative di sensibilizzazione come l’incontro in programma a Sant’Arcangelo sabato 19 marzo, alle 17.30, nel centro polifunzionale. Interverrà, tra gli altri, il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo. Sarà l’occasione per ascoltare altre testimonianze di chi è riuscito a sconfiggere la dipendenza grazie all’associazione alcolisti anonimi che, in Basilicata, ha sei gruppi attivi a Potenza, Pignola, Tramutola, Melfi, Francavilla e Lagonegro. L’associazione è a disposizione di chi è in difficoltà. Ci si può rivolgersi ai numeri 06.6636629 oppure 335.1949588. [ma.bra.]

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